Il Kéfir

Elisir di Lunga Vita

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La prima volta che ho assaggiato il Kèfir, la mia reazione è stata come quella di un bambino quando assaggia per la prima volta il limone, ho arricciato il naso.

Non sono un’amante dei sapori acidi ma mi sono incuriosita di questo alimento perché mi affascinava il modo in cui si produceva: attraverso dei granuli.

I granuli di Kéfir mi hanno fatto pensare al lievito madre, bisogna mantenerlo sempre vivo…“mantenere in vita”, troppo attraente per me per non iniziare a conoscerlo  e studiarlo a fondo.

Non volendomi soffermare troppo sulla storia che, a saper di tutti, riconosce le origini del Kéfir nel Caucaso, una regione storico-geografica situata a cavallo tra Asia occidentale e l’Europa (geograficamente parte dell’Asia),dove viene prodotto e consumato in grosse quantità ormai da millenni, mi soffermerò sul mito.

Il mito: “Maometto di passaggio nella regione del Caucaso, incontrò dei montanari e consegnò loro i primi grani di Kéfir con la raccomandazione che li avrebbero tenuti sempre in vita tramandandoli di generazione in generazione e, che, se avessero divulgato il segreto dei grani, questi avrebbero perduto tutte le virtù benefiche.”

Motivo per cui vengono anche detti “grani del Profeta”.

E un alimento derivato dal latte, possiamo considerarlo un latticino fermentato a base di latte (vaccino, capra o pecora).

Ciò che rende unico questo alimento è il risultato del latte che entra in azione con i granuli di Kéfir. Questi granuli a base di batteri (probiotici=a favore della salute) e lieviti tenuti assieme da proteine coagulate, condividono la propria vita e traggono benefici e vantaggi reciproci. Da questa simbiosi si genera la forza e la ricchezza del Kéfir (vi invito a dare attenzione alla forza energetica e simbolica di questo alimento).

Vi racconterò questo splendido alimento attraverso le domande che spesso mi vengono fatte:

  • Il Kéfir è un tipo di yogurt?

No, anche se potrebbe sembrare, il Kéfir viene prodotto dall’azione fermentativa di ceppi batterici e lieviti diversi. Inoltre, la leggerissima percentuale(1% max 2%) di alcool etilico e di anidride carbonica, rendono il Kéfir molto diverso dallo yogurt per il metabolismo microbico.

  • Come faccio a distinguere il Kéfir da uno yogurt “liquido”?

Visivamente non è facile ma lo si distingue perfettamente dallo yogurt perché più acidulo sia nel sapore che nell’odore.

  • Come è meglio consumare il Kéfir?

Per non “danneggiare” le proprietà nutrizionali del Kéfir, ne consiglio uso a temperatura ambiente. Sconsiglio vivamente di non riscaldarlo. Ricorda di conservarlo in frigo.

  • Qual è il momento migliore della giornata per gustare il Kéfir?

A secondo delle abitudini alimentari, si può scegliere il personale “momento migliore”. Io consiglio, oltre a prenderlo assoluto, di gustarlo abbinato a miele e frutta fresca nella prima colazione oppure ½ mattino e/o ½ pomeriggio.

Per condire insalate o con sottaceti nei pasti principali.

  • Perché consigli il Kéfir ?

Oltre ad essere ricco di fermenti lattici indispensabili per il buon funzionamento del nostro intestino, Il Kefir ha un grande valore nutrizionale grazie alla presenza di proteine ad alto valore biologico ( che apporta quindi tutti gli aminoacidi essenziali), è una risorsa di vitamine (in particolare del gruppo B ma anche della provitamina A e vit.K), ricco di Sali minerali come calcio e fosforo.

  • A chi lo consiglieresti?

A tutti coloro che sentono la necessità di migliorare la loro funzionalità intestinale o, semplicemente, arricchire la loro flora intestinale.

Grazie alla ricca presenza di calcio e fosforo, lo consigliere durante il periodo di accrescimento e durante la terza età come alimento fisso.

Ai Vegetariani lo consiglierei vivamente perché potrebbe come sostegno proteico nell’alimentazione.

Lo consiglierei inoltre, a tutte le persone che soffrono di disturbi del sonno perché grazie ad un aminoacido contenuto nel Kéfir, il triptofano, che agendo sul sistema nervoso migliora la qualità del riposo.

  • A chi non lo consiglieresti?

Nonostante il contenuto di lattosio sia basso nel Kéfir, consiglierei sempre di usarlo con moderazione alle persone intolleranti al lattosio. Stesso consiglio darei alle persone che soffrono di acidità di stomaco, gastrite o reflusso gastroesofageo. E, per il contenuto di grassi saturi e l’apporto di colesterolo, consiglio di moderare l’assunzione in presenza di patologie legate al metabolismo lipidico.

Aggiungerei anche che:

I granuli di Kefir sono in grado di fermentare anche latti vegetali (soia, riso, avena, cocco ed altri), ne parleremo però un’altra volta perché le proprietà nutrizionali sono diverse a seconda il latte di base scelto.

Esiste poi il Kefir d’acqua, chiamato anche Tibicos, sempre ottenuto dalla fermentazione dei grani di Kéfir, una bevanda acidula e variabilmente frizzante.

A questo punto vi invito, per chi ancora non lo conoscesse, a comprare del Kéfir al supermercato, lo trovate nel banco frigorifero ( leggete solo bene l’etichetta, non ci devono essere zuccheri aggiunti). A presto!

di Maria Antonietta Pelosi

#kefir #benessereintestinale #energiadellalimento

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