
QUANDO LE STREGHE DANZANO
Quando la pianta di cui parlo è l’iperico, non riesco a descriverla solo per le sue caratteristiche botaniche e le sue indicazioni terapeutiche.
Il suo fascino è tale che devo necessariamente introdurla con una ampia presentazione che viaggia tra credenze e magia.
Si racconta che i cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme portassero sempre con loro, nelle Crociate, una pianta di iperico perché ritenuta capace di guarire le ferite riportate durante le battaglie.
Le foglie della pianta presentano controluce delle piccole lesioni, che in realtà sono delle vescicole, ed è per questa caratteristica che la pianta viene considerata capace di riportare alla memoria le ferite subite durante la battaglia. Questa è una delle ragioni per il quale l’iperico prende il nome popolare di “erba di San Giovanni”.
Altri invece affermano che la pianta fu dedicata a san Giovanni Battista, ritenendo che l’olio dal colore purpureo che l’Iperico genera dai fiori e dalle foglie fosse il sangue del Santo.
I fiori di questa pianta sbocciano verso il 24 Giugno, con il solstizio d’estate, data in cui si festeggia il Santo. I suoi fiori giallo brillante sono ritenuti magici perché carichi di forza vitale assorbita dalla luce solare.
La notte tra il 23 e 24 Giugno però, si racconta, è anche la notte in cui le streghe si radunavano sotto il Grande Noce e fanno festa, chiacchierano delle esperienze fatte durante l’anno passato, si confrontano sui riti utilizzati e si scambiano le ricette delle pozioni magiche che hanno dato maggiori risultati. Inoltre, è la notte in cui le streghe si mettono a disposizione del diavolo per accoppiarsi con lui ed assorbirne i poteri.
E’ la una notte in cui il confine tra terreno e ultraterreno diventa vacillante ed è facile oltrepassarlo. Per questo motivo gli uomini si devono attivare per tenere alla larga gli spiriti cattivi ed allontanare il diavolo, e per fare questo si servono dei rami di iperico, forti e abbondantemente disponibili in questo periodo: da qui l’altro nome della pianta: erba scacciadiavoli.
Ed ora conosciamo meglio questa pianta ed il suo utilizzo.
Hypericum perforatum (proprio per la caratteristica delle foglie perforate che ho accennato prima) nella medicina popolare è conosciuto ed utilizzato da millenni. Molti sono stati gli studi condotti soprattutto sull’utilizzo per uso interno. Varie sperimentazioni hanno condotto all’affermazione che è un rimedio utile per gli stati depressivi ed i cattivi pensieri grazie alla presenza di un principio attivo: ipericina.
Noi ci soffermeremo a conoscere l’iperico per uso topico ed in modo particolare parleremo dell’olio di iperico, e ancora più precisamente dell’oleolito di iperico.
L’oleolito di iperico, che potete tranquillamente preparare da soli, è un olio multi-funzionale grazie alla sua composizione molto ricca. E’ un rimedio naturale capace di intervenire su molteplici disturbi cutanei con risultati eccellenti. Vediamo insieme quando e come utilizzarlo:
- Pelle secca: massaggiare alcune gocce 2 volte al giorno.
- Pelle arrossata: aggiungere qualche goccia di olio in un gel di aloe vera e fare un impacco da tenere per 10/15 minuti.
- Pelle scottata dal sole: applicare localmente e coprire con un panno di cotone almeno due volte al giorno.
- Pelle con piccole ferite o piaghe: applicare localmente più volte al giorno.
- Pelle senescente: massaggiare dolcemente la sera prima di andare al letto su tutto il viso ed il décolleté.
- Rilassamento tessutale: massaggiare localmente anche più volte al dì.
- Tensioni muscolari e slogature: applicare localmente cercando di fare assorbire l’olio e proteggendo la parte con un panno o una fascia.
Attenzione: Ricordate che dopo l’utilizzo dell’olio di iperico sarebbe opportuno non esporsi ai raggi solari diretti perché si è evidenziato in alcuni casi una forma di fotosensibilizzazione.
