“Sapore agro o dolce?”

Riflettendo su: “La natura agrodolce dell’esistenza” – Omoiyari

Abbiamo riflettuto insieme, ci siamo confrontate, abbiamo fatto scorrere il pensiero e l’emozione per mettere insieme, nero su bianco, il prodotto della nostra comune riflessione e condividerla con te:

Per parlare di esistenza e della sua natura agrodolce c’è bisogno, prima di qualunque considerazione, di soffermarsi su due domande e le relative risposte:

  • Ti sei mai fermat* a riflettere su quale sia il primo sapore che percepisce il tuo palato quando mangi un pasto agrodolce? Prima il dolce o l’agro?
  • Qual è il ricordo che per primo ti torna in mente di una relazione finita? Il ricordo dei bei momenti vissuti insieme o la delusione del momento del distacco?

Ci perdiamo nel pensare cosa poteva essere diverso, cosa potevamo dire o fare in una situazione che ci ha fatto assaporare l’agro. Rimuginiamo sul futuro per evitare o gestire nel modo migliore, secondo i nostri schemi di esistenza, fatti che supponiamo si realizzeranno, allo scopo di evitare questo sapore spesso conosciuto come sconfortante.

Bramiamo la dolcezza in ogni cosa, come se volessimo vivere per forza una favola a lieto fine sempre e ad ogni modo. Una vita, insomma, “senza intoppi”, secondo il significato che ognuno di noi da all’esperienza che sta vivendo.

Osservare i propri pensieri, le proprie reazioni, ci aiuta a consapevolizzare come siamo predisposti a percepire il mondo.

Vivere il momento, qui ed ora, ci permette di assaporare appieno la vita. 

Rallenta! Rallenta la frenesia, respira, concedi ai tuoi sensi, al tuo corpo e all’anima di vivere quel secondo così com’è, senza giudizio, anche se la tua testa ti dirà sì o no, bello o brutto, dolce o agro, ringrazia e mettilo da parte per un attimo.

Lascia spazio a te, al tuo sentire, alla tua esperienza!

E quando le cose si miscelano tra di loro, si fondono, è lì che troviamo quel gusto autentico!

L’esistenza ha un senso profondo solo se si raggiunge un obbiettivo, quello di armonizzare l’ironia con la dolcezza, la severità con la gentilezza, l’agro con il dolce.

Potrebbe sembrare il gioco degli opposti ma forse è qualcosa di diverso, qualcosa in apparenza difficile, ma è solo la ricerca di creare un filo invisibile che faccia coesistere in armonia i due sapori, per risultare al palato come sapore unico ed armonico.

 L’armonia è nel mescolare i contrasti, che, unendosi, troveranno l’equilibrio.

di Maria Antonietta Pelosi e Adrienn Katalin Kerenyi

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