Equili…Vibrando

Nell’affannosa ricerca di una precisa definizione della parola equilibrio, mi sono imbattuta in vaghe definizioni che perdono ancora più di significato unico quando si parla di equilibrio dell’essere umano.

Negli ultimi decenni si è sfatato il mito dell’”Equilibrio della Natura” raggiungendo una nuova affermazione: la Natura è in continuo movimento per ripristinare un equilibrio momentaneo che garantisca la sopravvivenza della stessa.

Alla luce di tale affermazione, come può un essere umano credere di essere in equilibrio o raggiungerlo in modo costante?

Ogni giorno ci troviamo difronte a mansioni e problemi da risolvere, dobbiamo attingere alle nostre conoscenze ed esperienze per ritrovare un equilibrio.

Non diversamente dalla Natura, di cui siamo parte integrante, siamo in continuo movimento per garantirci un equilibrio.

Mi sento quindi di affermare che la condizione di equilibrio dell’essere umano riguardi un momento ben definito, il “qui ed ora”.

Ma di cosa abbiamo bisogno perché questo movimento sia fluido e poco stressante?

Potrei offrirvi molte alternative ma la prima cosa che sento di consigliarvi è di acquisire flessibilità.

Nella capacità di essere flessibili è contenuta tutta l’informazione della nostra intelligenza Naturale, il nostro istinto di sopravvivenza e il talento personale.

Sono stata sempre affascinata dalle persone colte, con una grande capacità di esprimersi, intellettualmente elevate oserei dire ma, chi mi ha sorpreso veramente, sono state le persone semplici che, per risolvere un problema, si affidano alla loro intuizione.

Una sera di qualche anno fa, cenando con mio padre, iniziammo a chiacchierare del ruolo dell’uomo nell’universo, lo ascoltavo attentamente perché stava esprimendo chiaramente il concetto del Super-io senza aver mai letto Freud e le sue teorie.

Riusciva ad esprimere chiaramente la teoria, cosa che io, studentessa al secondo anno di università alla facoltà di psicologia, non riuscivo a fare.

Nelle sue parole c’era un contenuto emotivo che rendeva la teoria freudiana più comprensibile, addirittura più affascinante della lezione tenuta dal mio docente universitario.

Ma come poteva essere possibile? Da dove e in che modo mio padre aveva acquisito tali conoscenze?

Durante i molti anni di lavoro che mi hanno portato a conoscere e confrontarmi con esseri umani di diverse estrazioni sociali e culturali, ad ascoltarli con attenzione e partecipazione dando la giusta importanza ad ognuno di loro, sono arrivata ad una certezza*: rimanere ancorati alle informazioni acquisite sui testi scolastici o da fonti diverse ci porta, per la maggior parte delle volte, ad allontanarci dall’ ascolto più profondo di noi.

Le informazioni, i consigli, le ricerche, l’esperienza vanno prese in considerazione ma filtrate attraverso la “saggezza intuitiva” per elaborare una visione individuale capace di indirizzarci verso uno stato di equilibrio.

Fidatevi di voi!

Date fiducia alla vostra naturale capacità risolutiva!

*Certezza sempre in movimento

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