Post in evidenza

L’UNGUENTO

“Non mi tolgo venticinque mila lire di unguento dalla faccia soltanto otto minuti dopo avercelo messo!

Ci starà finché le rughe non sono andate via!”

Citazione attribuita ad Anna Magnani – attrice italiana

L’Unguento, come le creme e le pomate, è un prodotto cosmetico utile al benessere della pelle. Intervenendo sulle imperfezioni, garantisce la qualità e la bellezza di quest’ultima.

Dalla consistenza più o meno solida, l’unguento si differenzia dalla crema perché non contiene acqua ma esclusivamente oli, burri e, in casi specifici, cere e resine. Viene assorbito lentamente e riesce a trattenere acqua nei tessuti grazie al film idrolipidico che lascia sulla pelle.

Quali sono i vantaggi di usare un unguento?           

Sono tre:

  • Non contiene conservanti (non sono necessari per la conservazione del prodotto non essendoci aggiunta di acqua).
  • Lo strato di protezione che forma sulla pelle garantisce una profonda e duratura idratazione.
  • L’assorbimento lento permette ai principi attivi, contenuti in esso, di esercitare la loro funzione per un periodo più lungo.

Vediamo brevemente cos’è una crema e cos’è una pomata.

Una crema è un’emulsione che prevede una preparazione in due fasi: una fase grassa (la maggior parte delle volte oleosa) e una fase acquosa (con aggiunta di acqua), dosate in modo da ottenere la consistenza desiderata.

La consistenza è più leggera, facile da spalmare e assorbita velocemente dalla pelle.

La pomata è, anch’essa, un’emulsione ma con una percentuale di acqua più bassa rispetto alla composizione della crema.

E’ la formulazione, in genere, preferita dalle aziende farmaceutiche.

Quale formulazione scegliere e perché?

La scelta deve, in primo luogo, prendere in considerazione tre fattori:

  • parte del corpo da trattare 
  • tipologia della pelle
  • necessità di agire su piccole zone oppure sull’intero corpo

Anche il gusto personale non va trascurato. Una texture più in armonia con il proprio gusto, ci permetterà di applicarla con più piacere e costanza.

Condizioni necessarie per un buon risultato!

Maria Antonietta Pelosi – Naturopata

Nota: Se vuoi conoscere tanti altri segreti dell’unguento e realizzarlo con me, ti consiglio di iscriverti al laboratorio “Benessere in Vasetto”.

Trovi i dettagli nella sezione laboratori.

Post in evidenza

L’estate e gli Oli Essenziali

L’ESTATE E GLI OLI ESSENZIALI

L’Estate, con la meraviglia delle sue splendide giornate di sole, ci invita a scoprire il corpo per godere a pieno di tutta l’energia solare. Tutto ciò, dovrebbe avvenire con una massima attenzione per la nostra pelle. L’organo che, in modo particolare, è bersaglio di molti rischi.

Gli accorgimenti da prendere sono molteplici ma, in questo articolo voglio riferirmi agli amanti e consumatori di oli essenziali.

Sapevate che ci sono oli essenziali che in estate è meglio usare con cautela?

Sono gli oli essenziali fotosensibilizzanti!

Partiamo nel chiarire cosa significa fotosensibilizzante.

Possiamo definire oli essenziali fotosensibilizzanti tutti gli oli che contengono cumarine. Nello specifico le furanocumarine sono un gruppo di molecole aromatiche che quando vengono esposti alle radiazioni ultraviolette, vengono attivati ​​ed inseriti nella struttura del DNA legandosi con le sue basi pirimidiniche. In questo modo inibiscono la trascrizione e la riparazione del DNA.

Ne consegue una predisposizione alle scottature, eritemi, allergie e vesciche se usati prima dell’esposizione solare. Ciò significa che non dobbiamo smettere di usarli ma farlo con le dovute precauzioni:

  • evitare l’applicazione topica almeno nelle 24 ore precedenti all’esposizione solare
  • usarlo tranquillamente per diffusione
  • testarlo (anche se fatto in una stagione diversa) nell’incavo del braccio o in un’altra parte del corpo particolarmente sensibile

Guardiamo insieme quali sono gli oli essenziali “incriminati”, ho elencato quelli di uso più comune.

Distinguerei due gruppi:

  • Oli essenziali di agrumi
  • Altri oli essenziali da usare con attenzione

Oli essenziali di agrumi

Gli oli essenziali di agrumi vengono estratti con pressione a freddo delle bucce dove si trova la massima concentrazione di furanocumarine.

Sono: Bergamotto – Mandarino – Arancia dolce – Arancia amara Limone – Pompelmo – Lime

Attenzione! Il Mandarino anche se l’estrazione è da foglie e rami

Altri oli essenziali da usare con attenzione

Angelica – Cumino – Ruta – Verbena – Sandalo

Attenzione!!! Gli oli essenziali sono tutti fotosensibili (che non significa fotosensibilizzanti), la luce diretta altera la loro struttura. L’importante è che siano imbottigliati in vetro scuro e non esposti al sole diretto.

Ho scritto questo articolo con la certezza di riferirmi a persone che conoscono già le “regole base” per l’utilizzo degli oli essenziali. Se così non fosse, vi invito a leggere l’articolo Aromaterapia che potete trovare nel mio blog.

Maria Antonietta Pelosi

Naturopata Psicosomatica specializzata in Biologia delle Emozioni

Post in evidenza

IL LABIRINTO

Un viaggio tutto da scoprire

La prima volta che ho percorso un labirinto è stato nel giardino di cari amici, persone che da anni si occupano di Geometria Sacra ed Energia Universale.

Era una splendida serata di fine estate e il labirinto, unicursale (in seguito vi spiegherò il significato di questa parola), era stato realizzato con sassi e legni del loro giardino. Ciò che lo rendeva particolarmente attraente, sotto quel cielo stellato, era la luce delle candele sparse lungo il percorso. Mi sono affidata a loro, alla loro esperienza e competenza e l’ho percorso con leggerezza ed allegria.

Non avevo aspettative in merito all’esperienza appena vissuta e sono tornata a casa, in apparenza, senza nulla di nuovo. Eppure quella notte ho sognato mia nonna. Lavorava a maglia e cantava una canzone in una lingua per me incomprensibile. Non ho collegato immediatamente l’esperienza del labirinto al il mio sogno anche se continuavo a canticchiare quella cantilena come fosse un mantra e, contemporaneamente, a visualizzare le lucine delle candele del labirinto. Piano piano, però, ho iniziato ad intuire che c’era un collegamento tra le due cose e che non poteva essere tutto lì, c’era molto altro da scoprire, da sperimentare. Iniziai a studiare i labirinti, la loro storia, i loro significati nelle varie epoche, partecipai ad un corso per costruire un labirinto da percorrere con il dito della mano (Finger Labyrinth) e da quel momento ho continuato a nutrire questa passione con rispetto e gratitudine utilizzando il mio Finger Labyrinth periodicamente, a volte anche tutti i giorni, ascoltando la mia necessità.

(Finger Labyrinth – Il Labirinto della Luce)

Ho voluto raccontarvi la mia esperienza personale perché trovo sia l’unico modo per parlarvi del Labirinto. È fondamentale sapere che non c’è un modo giusto o un modo sbagliato per percorrere un Labirinto, che tu lo faccia con il dito della mano oppure camminando, sarà il tuo viaggio che dal tuo mondo “esteriore” ti condurrà al tuo mondo “interiore”.

L’unica cosa che mi piacerebbe farti osservare è che, mentre l’emisfero sinistro del cervello è occupato ad attraversare il sentiero del percorso, richiedendo la tua massima attenzione, la tua mente si calmerà e permetterà all’emisfero destro di attingere alle risorse intuitive profonde bloccate.

Il labirinto è utilizzato dall’uomo da più di 4000 anni, se ne trovano tracce in tutte le culture del nostro pianeta. Per semplificare, possiamo distinguere 2 diversi labirinti:

  • il Labirinto Unicursale è realizzato da un unico percorso, l’entrata e l’uscita corrispondono e, dopo essere arrivati al centro, si ritorna lungo lo stesso percorso per raggiungere l’uscita.
  • il Labirinto Multicursale è realizzato con diversi percorsi che portano al centro, con vicoli ciechi e deviazioni, e con diversi percorsi per ritrovare l’uscita.

Forse vi è capitato di vedere dei Labirinti realizzati nei giardini di castelli o di regge, sono i Labirinti Vegetali. Per il loro ruolo di luogo di svago e divertimento vengono realizzati con siepi che non fanno vedere oltre, con percorsi complessi che li rende affascinanti, dove il vero gioco è quello di perdersi per poi ritrovarsi. Questi labirinti sono stati utilizzati da Regine e Re per concentrarsi e prendere decisioni, utilizzati dagli amanti per rendere più stimolante l’incontro, utilizzati dai cortigiani per sfidare paure ed insicurezze.  

Certo, non tutti possiamo permetterci un labirinto in casa o in giardino, ed allora arriva in nostro aiuto il Finger Labyrinth, un labirinto che si percorre con il dito della mano non dominante. Un labirinto che potrete avere sempre a disposizione a casa o nell’ambiente che preferite. Può essere utilizzato al fine di rilassarvi, concentrarvi, per trarre ispirazione, rendere la vostra esistenza più creativa attingendo alla grande capacità intuitiva che vi appartiene.

Buon “viaggio”!

Qualunque esso sia sarà meraviglioso, ne sono certa.

Maria Antonietta Pelosi – Naturopata Psicosomatica

specializzata in Biologia delle Emozione

Post in evidenza

Equili…Vibrando

Nell’affannosa ricerca di una precisa definizione della parola equilibrio, mi sono imbattuta in vaghe definizioni che perdono ancora più di significato unico quando si parla di equilibrio dell’essere umano.

Negli ultimi decenni si è sfatato il mito dell’”Equilibrio della Natura” raggiungendo una nuova affermazione: la Natura è in continuo movimento per ripristinare un equilibrio momentaneo che garantisca la sopravvivenza della stessa.

Alla luce di tale affermazione, come può un essere umano credere di essere in equilibrio o raggiungerlo in modo costante?

Ogni giorno ci troviamo difronte a mansioni e problemi da risolvere, dobbiamo attingere alle nostre conoscenze ed esperienze per ritrovare un equilibrio.

Non diversamente dalla Natura, di cui siamo parte integrante, siamo in continuo movimento per garantirci un equilibrio.

Mi sento quindi di affermare che la condizione di equilibrio dell’essere umano riguardi un momento ben definito, il “qui ed ora”.

Ma di cosa abbiamo bisogno perché questo movimento sia fluido e poco stressante?

Potrei offrirvi molte alternative ma la prima cosa che sento di consigliarvi è di acquisire flessibilità.

Nella capacità di essere flessibili è contenuta tutta l’informazione della nostra intelligenza Naturale, il nostro istinto di sopravvivenza e il talento personale.

Sono stata sempre affascinata dalle persone colte, con una grande capacità di esprimersi, intellettualmente elevate oserei dire ma, chi mi ha sorpreso veramente, sono state le persone semplici che, per risolvere un problema, si affidano alla loro intuizione.

Una sera di qualche anno fa, cenando con mio padre, iniziammo a chiacchierare del ruolo dell’uomo nell’universo, lo ascoltavo attentamente perché stava esprimendo chiaramente il concetto del Super-io senza aver mai letto Freud e le sue teorie.

Riusciva ad esprimere chiaramente la teoria, cosa che io, studentessa al secondo anno di università alla facoltà di psicologia, non riuscivo a fare.

Nelle sue parole c’era un contenuto emotivo che rendeva la teoria freudiana più comprensibile, addirittura più affascinante della lezione tenuta dal mio docente universitario.

Ma come poteva essere possibile? Da dove e in che modo mio padre aveva acquisito tali conoscenze?

Durante i molti anni di lavoro che mi hanno portato a conoscere e confrontarmi con esseri umani di diverse estrazioni sociali e culturali, ad ascoltarli con attenzione e partecipazione dando la giusta importanza ad ognuno di loro, sono arrivata ad una certezza*: rimanere ancorati alle informazioni acquisite sui testi scolastici o da fonti diverse ci porta, per la maggior parte delle volte, ad allontanarci dall’ ascolto più profondo di noi.

Le informazioni, i consigli, le ricerche, l’esperienza vanno prese in considerazione ma filtrate attraverso la “saggezza intuitiva” per elaborare una visione individuale capace di indirizzarci verso uno stato di equilibrio.

Fidatevi di voi!

Date fiducia alla vostra naturale capacità risolutiva!

*Certezza sempre in movimento

Post in evidenza

Benvenuti nel mio blog!

Questo blog nasce dalla volontà di condividere con te informazioni, consigli e guide che sono il risultato della mia formazione ed esperienza, per il recupero del tuo benessere globale.

Gli argomenti trattati sono divisi sia in discipline sia in argomenti con un’area dedicata alle riflessioni maturate in tanti anni di esercizio e studio professionale.

Spero che tu possa trovare strumenti utili per rendere la tua esistenza ancora più meravigliosa.

Maria Antonietta

L’acchiappasogni

Simbolo sacro e magico.

Lo scacciapensieri indiano, detto anche acchiappasogni, trae le sue origini dai Nativi Americani ed in particolare dalle tribù Cheyenne, Lakota e Ojibwe.

Il suo significato trae origine dalle molte misteriose leggende che gli appartengono.

Vediamone alcune:

La leggenda della Donna Ragno (dalla tribù Ojjbwe) La Donna Ragno era una creatura gentile che amava tessere delle ragnatele sottili che posizionava nelle case per catturare il male durante la notte per poi farlo svanire all’alba. Le nonne e le madri della tribù Ojjbwe, ispirati dal laborioso lavoro della Donna Ragno, hanno imparato a realizzare gli acchiappasogni per posizionarli sulla culla nei neonati allo scopo di proteggerli dagli incubi e dalle influenze negative.

La leggenda di Nuvola Fraesca(dalla tribù Cheyenne) Molto tempo prima dell’arrivo dell’uomo bianco, in un villaggio Cheyenne viveva una bambina di nome Nuvola Fresca. Un giorno la piccola disse alla madre, Ultimo Sospiro della Sera: “quando scende la notte, spesso arriva un uccello nero a nutrirsi, becca pezzi del mio corpo e mi mangia finché non arrivi tu, leggera come il vento e lo cacci via. Ma non capisco cosa sia tutto questo“. Ultimo Sospiro della Sera rassicurò la piccola dicendole: “le cose che vedi di notte si chiamano sogni e l’uccello nero che arriva è soltanto un’ombra che viene a salvarti.” Nuvola fresca rispose: “ma io ho tanta paura, vorrei vedere solo le ombre bianche che sono buone.” Allora la saggia madre inventò una rete tonda per pescare i sogni nel lago della notte, poi diede all’oggetto un potere magico: riconoscere i sogni buoni, cioè quelli utili per la crescita spirituale della sua bambina, da quelli cattivi, cioè insignificanti e ingannevoli. Ultimo Sospiro della Sera costruì tanti dreamcatcher e li appese sulle culle di tutti i piccoli del villaggio cheyenne. Con il passare degli anni i bambini abbellivano il loro acchiappasogni, accrescendo il suo potere magico. Ogni cheyenne conserva il suo acchiappasogni per tutta la vita, come oggetto sacro portatore di forza e saggezza.

La leggenda di Iktomi(dalla tribù Lakota) Un uomo spirituale ebbe una visione nella quale Iktomi (lo spirito del ragno nella loro lingua), cominciò a tessere la sua tela in un cerchio, parlandogli delle fasi della vita e di come gli uomini siano influenzati nel loro cammino sia da forze positive che negative. Quindi, quando ebbe completato la ragnatela, diede il cerchio al visionario, raccomandandogli di usarlo per insegnare alla sua gente come fare tesoro delle proprie idee e dei sogni, per raggiungere i propri obiettivi. L’acchiappasogni, appeso nei loro thipi(tenda nomade), avrebbe intrappolato le buone idee che li avrebbero accompagnati nella vita, mentre quelle cattive sarebbero andate via passando attraverso il foro centrale.

Il significato odierno Vediamo come è realizzato un acchiappasogni per capirne il significato: Un cerchio esterno che rappresenta il ciclo della vita e l’universo, una rete con perline che trattiene i sogni positivi, i quali possono tornare alla mente durante la giornata per dare il loro messaggio, un buco centrale per risucchiare gli incubi o sogni negativi.

Come attraverso la tela il ragno si garantisce ciò di cui ha bisogno per vivere, così l’acchiappasogni trattiene i sogni che ci possono dare delle informazioni utili.

Il sogno protetto dall’acchiappasogni diventa uno strumento per conoscere sé stessi, diventa consigliere e guida.

Buon sogno a tutti!

BABY MASSAGE

Ho conosciuto il Massaggio al neonato durante un mio viaggio in India. La profonda convinzione che il massaggio sia uno strumento di Benessere meraviglioso, mi ha portato a voler imparare tutte le manovre che le donne indiane esercitavano sui loro bambini. Ad affascinarmi sono stati la serenità e gli occhi brillanti dei piccoli che ricevevano il massaggio.

Tornata in Italia, ho sentito la necessità di continuare a studiarlo per poterlo insegnare a tutti i genitori interessati, con manovre semplici ma emotivamente coinvolgenti.

Grazie alla mia lunga preparazione nel massaggio ho potuto integrare anche manovre più vicine alla cultura occidentale.

Il Baby Massage è, di base, un modo di comunicare con il proprio bambino avvalendosi di uno strumento che rafforza la relazione genitore-bambino.

Il bambino nel primo anno di vita si nutre, oltre che di latte materno, di contatto fisico, che diventa fondamentale per lo sviluppo e la maturazione a livello fisico, psicologico ed emotivo; come hanno dimostrato le ultime ricerche scientifiche.

Il Baby Massage, favorendo la relazione del bambino con i suoi genitori, favorisce il rilassamento del neonato e regola il ritmo sonno-veglia. Inoltre, educa il bambino alla conoscenza del proprio schema corporeo e lo aiuta a coordinare i movimenti.

Durante il massaggio, la produzione di endorfine, ossitocina e prolattina aumenta agendo sulla riduzione del livello di stress, oltre che sul bambino sul genitore che lo sta massaggiando.

Imparare a massaggiare il proprio bambino significa anche imparare a leggere i segnali e i bisogni che quel piccolo corpicino sta inviando pur non avendo ancora a disposizione la parola. Ciò permette al genitore di sentirsi all’altezza di comprendere e rispondere alle esigenze del bambino.

Durante l’apprendimento del Baby Massage per il tuo bambino imparerai:

  • Gesti e manovre semplici da esercitare ma ben indirizzate sia nei tempi che nella pressione da esercitare.
  • Imparerai a riconoscere i momenti giusti in cui massaggiarlo e quando invece fermarsi.
  • Imparerai ad aiutarlo nei piccoli fastidi quotidiani.

Potrai usare il massaggio sin dai primi giorni di vita fino ad arrivare oltre l’anno. Non ha nessuna controindicazione ed è un meraviglioso ampiamento delle coccole da fare al tuo bambino.

Docente: Maria Antonietta Pelosi

 Naturopata Psicosomatica

Il Frangipani – albero Divino

Nei ricordi dei miei viaggi, gli odori e i profumi restano nella mia memoria per sempre. Prima della vista, è l’olfatto che mi fa immergere nel paese che sto visitando e mi prepara a scoprirlo.

L’Indonesia, il paese in cui ho viaggiato questa estate, lo ricorderò ogni volta che sentirò l’odore della Plumeria, un albero che va bene trovare in molte regioni tropicali del mondo, nonostante sia originario dell’America Centrale.

Non si può rimanere indifferenti di fronte al suo avvolgente profumo e alla delicatezza dei suoi fiori che possono essere di vari colori, i più conosciuti sono bianchi con il “cuore” giallo.

In Indonesia, ho trovato questo albero piantato in luoghi sacri ed accanto alle tombe poiché viene considerato, sin dall’antichità, un albero divino che, con il suo profumo può creare un ponte con il non visibile.

Oltre che dal meraviglioso profumo di questo albero, la mia attenzione è stata catturata dai fiori ai suoi piedi, freschi e non secchi, ed ho scoperto che i fiori continuano a sbocciare anche dopo la recisione di un ramo; per questo motivo viene considerato simbolo di immortalità e rinascita.

Infine, nelle isole Hawai, vengono utilizzati i fiori della Plumeria per intrecciare ghirlande da donare agli ospiti in segno di amicizia.

Ad oggi, il fiore è conosciuto anche con il nome di “Gelsomino delle Indie Occidentali” e “Fiore del Tempio”. Intorno al XII secolo un nobile italiano, Muzio Frangipani, creò un famoso profumo che aveva lo stesso aroma della plumeria ma che, come racconta la leggenda, fu realizzato con mandorle.

Di fatto, il fiore del Frangipani, in un primo momento, ne ricorda l’odore.

Da lui e dalla sua leggenda il nome più comunemente usato in Italia Frangipani.

Non perdere mai l’occasione di cogliere il suo profumo ed accarezzare i suoi petali, l’emozione dolce e poetica arriverà dritta al tuo cuore!

Maria Antonietta Pelosi – Naturopata ad indirizzo Psicosomatico

L’ACQUA FONTE DI VITA e BENESSERE

Oggi vorrei parlarvi dell’acqua come fonte di vita e benessere introducendo questo argomento con una splendida frase dello scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgyi, premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1937:

L’acqua è la materia della vita. È matrice, madre e mezzo.

 Non esiste vita senza acqua.”

L’acqua è uno dei beni più preziosi in natura, essenziale per tutti gli esseri viventi e l’ambiente terreno. Dove non c’è acqua non c’è vita!

Comprendere questo enorme valore dell’acqua significa imparare a rispettarla.

L’organismo umano è composto in massima parte da acqua. Le funzioni fisiologiche e le reazioni chimiche necessitano di acqua per portare a termine il loro compito.

L’acqua serve a regolare la temperatura corporea, a garantire una buona digestione favorendo il transito intestinale e all’assorbimento dei nutrienti. Inoltre, è essa stessa fonte di nutrimento per il nostro corpo se contiene i minerali essenziali.

L’idratazione deve essere garantita ad ogni cellula che compone i nostri organi per garantire funzionalità, salute e benessere.

Ma che quantità di acqua, in media, un essere umano dovrebbe assumere per garantire un buono stato di salute?

Comunemente si parla di 1,5 litri al giorno o sono reperibili delle tabelle (io le definisco “senza nessuna base scientifica”) che indicano come calcolarla in base al peso. Trovo siano consigli molto generici poiché la quantità di acqua da assumere quotidianamente dovrebbe essere valutata considerando l’età, lo stile di vita, le abitudini alimentari, il tipo di lavoro, l’attività sportiva ect. della singola persona.

Una risposta certa, però, posso darla: non esiste una controindicazione per un’eccessiva assunzione di acqua. È fondamentale, per sostenere una ottimale condizione di salute, che il nostro corpo sia idratato adeguatamente. Se la richiesta di acqua ti sembra eccessiva o hai continuamente sete, la tua attenzione dovrebbe spostarsi sul perché il tuo corpo continua a fare questa richiesta.

Un momento di attenzione lo dedicherei all’acqua che beviamo.

L’acqua che bevo è giusta per me?

Qual è l’acqua migliore sul mercato da bere?

È meglio quella in bottiglia di plastica o di vetro?

Bicarbonata o solfata?

La lista delle domande è lunga e sono le stesse che mi vengono fatte durante le consulenze. Il mio primo consiglio è quello di bere l’acqua del rubinetto, se potabile.

L’acqua potabile ha la garanzia di venire analizzata e valutata continuamente dal Ministero della Salute mentre l’acqua in bottiglia, anche se per essere messa sul mercato necessita di riconoscimento dallo stesso ministero, non può garantire che arrivi nelle nostre case non alterata dal trasporto, calore e altri fattori. Inoltre, per me fondamentale, l’acqua del rubinetto abbatte l’inquinamento e tutela il pianeta.

Ma cosa rende l’acqua di uso comune ancora più efficace per il benessere dell’essere umano? Cosa rende alcune sorgenti “speciali” per la loro capacità salutare?

Ponendomi queste domande mi sono imbattuta in una caratteristica che ho iniziato a studiare e ad approfondire: la quantità di idrogeno molecolare contenuto in queste acque che sgorgano da sorgenti naturali (un esempio è la sorgente di Lourdes).

L’idrogeno molecolare è la forma primaria in cui si trova l’idrogeno. È la molecola più piccola dell’universo e con una grande solubilità lipidica che gli permette di diffondersi con estrema facilità negli scomparti subcellulare dei mitocondri.

Quando l’acqua viene arricchita da idrogeno molecolare, diviene un vero e proprio rimedio di benessere naturale. Ha la capacità di ridurre lo stress ossidativo portando l’organismo a recuperare il giusto equilibrio tra radicali liberi (non tutti dannosi) e antiossidanti, garantendo una buona capacità di risposta dell’organismo ai processi fisiologici con conseguente vantaggi sul benessere generale.

Ne cito alcuni:

  • Garantisce l’idratazione di cui il corpo ha bisogno.
  • Favorisce l’eliminazione dei residui metabolici e delle tossine.
  • Migliora la capacità di difendersi da agenti patogeni.
  • Aumenta l’energia vitale.
  • Ottimizza il recupero metabolico.
  • Modula i processi infiammatori.
  • Contrastando gli effetti nocivi dello stress ossidativo, migliora l’attività anti-aging.

Tutto questo solo attraverso un bicchiere di acqua!

Ti invito ad approfondire questo argomento attraverso la letteratura scientifica che negli ultimi anni è stata pubblicata grazie al grande interesse che ha suscitato questo argomento.

“Sapore agro o dolce?”

Riflettendo su: “La natura agrodolce dell’esistenza” – Omoiyari

Abbiamo riflettuto insieme, ci siamo confrontate, abbiamo fatto scorrere il pensiero e l’emozione per mettere insieme, nero su bianco, il prodotto della nostra comune riflessione e condividerla con te:

Per parlare di esistenza e della sua natura agrodolce c’è bisogno, prima di qualunque considerazione, di soffermarsi su due domande e le relative risposte:

  • Ti sei mai fermat* a riflettere su quale sia il primo sapore che percepisce il tuo palato quando mangi un pasto agrodolce? Prima il dolce o l’agro?
  • Qual è il ricordo che per primo ti torna in mente di una relazione finita? Il ricordo dei bei momenti vissuti insieme o la delusione del momento del distacco?

Ci perdiamo nel pensare cosa poteva essere diverso, cosa potevamo dire o fare in una situazione che ci ha fatto assaporare l’agro. Rimuginiamo sul futuro per evitare o gestire nel modo migliore, secondo i nostri schemi di esistenza, fatti che supponiamo si realizzeranno, allo scopo di evitare questo sapore spesso conosciuto come sconfortante.

Bramiamo la dolcezza in ogni cosa, come se volessimo vivere per forza una favola a lieto fine sempre e ad ogni modo. Una vita, insomma, “senza intoppi”, secondo il significato che ognuno di noi da all’esperienza che sta vivendo.

Osservare i propri pensieri, le proprie reazioni, ci aiuta a consapevolizzare come siamo predisposti a percepire il mondo.

Vivere il momento, qui ed ora, ci permette di assaporare appieno la vita. 

Rallenta! Rallenta la frenesia, respira, concedi ai tuoi sensi, al tuo corpo e all’anima di vivere quel secondo così com’è, senza giudizio, anche se la tua testa ti dirà sì o no, bello o brutto, dolce o agro, ringrazia e mettilo da parte per un attimo.

Lascia spazio a te, al tuo sentire, alla tua esperienza!

E quando le cose si miscelano tra di loro, si fondono, è lì che troviamo quel gusto autentico!

L’esistenza ha un senso profondo solo se si raggiunge un obbiettivo, quello di armonizzare l’ironia con la dolcezza, la severità con la gentilezza, l’agro con il dolce.

Potrebbe sembrare il gioco degli opposti ma forse è qualcosa di diverso, qualcosa in apparenza difficile, ma è solo la ricerca di creare un filo invisibile che faccia coesistere in armonia i due sapori, per risultare al palato come sapore unico ed armonico.

 L’armonia è nel mescolare i contrasti, che, unendosi, troveranno l’equilibrio.

di Maria Antonietta Pelosi e Adrienn Katalin Kerenyi

L’iperico e la festa di San Giovanni

QUANDO LE STREGHE DANZANO

Quando la pianta di cui parlo è l’iperico, non riesco a descriverla solo per le sue caratteristiche botaniche e le sue indicazioni terapeutiche.

Il suo fascino è tale che devo necessariamente introdurla con una ampia presentazione che viaggia tra credenze e magia.

Si racconta che i cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme portassero sempre con loro, nelle Crociate, una pianta di iperico perché ritenuta capace di guarire le ferite riportate durante le battaglie.

Le foglie della pianta presentano controluce delle piccole lesioni, che in realtà sono delle vescicole, ed è per questa caratteristica che la pianta viene considerata capace di riportare alla memoria le ferite subite durante la battaglia. Questa è una delle ragioni per il quale l’iperico prende il nome popolare di “erba di San Giovanni”.

Altri invece affermano che la pianta fu dedicata a san Giovanni Battista, ritenendo che l’olio dal colore purpureo che l’Iperico genera dai fiori e dalle foglie fosse il sangue del Santo.

I fiori di questa pianta sbocciano verso il 24 Giugno, con il solstizio d’estate, data in cui si festeggia il Santo. I suoi fiori giallo brillante sono ritenuti magici perché carichi di forza vitale assorbita dalla luce solare.

La notte tra il 23 e 24 Giugno però, si racconta, è anche la notte in cui le streghe si radunavano sotto il Grande Noce e fanno festa, chiacchierano delle esperienze fatte durante l’anno passato, si confrontano sui riti utilizzati e si scambiano le ricette delle pozioni magiche che hanno dato maggiori risultati. Inoltre, è la notte in cui le streghe si mettono a disposizione del diavolo per accoppiarsi con lui ed assorbirne i poteri.

E’ la una notte in cui il confine tra terreno e ultraterreno diventa vacillante ed è facile oltrepassarlo. Per questo motivo gli uomini si devono attivare per tenere alla larga gli spiriti cattivi ed allontanare il diavolo, e per fare questo si servono dei rami di iperico, forti e abbondantemente disponibili in questo periodo: da qui l’altro nome della pianta: erba scacciadiavoli.

Ed ora conosciamo meglio questa pianta ed il suo utilizzo.

Hypericum perforatum (proprio per la caratteristica delle foglie perforate che ho accennato prima) nella medicina popolare è conosciuto ed utilizzato da millenni. Molti sono stati gli studi condotti soprattutto sull’utilizzo per uso interno. Varie sperimentazioni hanno condotto all’affermazione che è un rimedio utile per gli stati depressivi ed i cattivi pensieri grazie alla presenza di un principio attivo: ipericina.

Noi ci soffermeremo a conoscere l’iperico per uso topico ed in modo particolare parleremo dell’olio di iperico, e ancora più precisamente dell’oleolito di iperico.

L’oleolito di iperico, che potete tranquillamente preparare da soli, è un olio multi-funzionale grazie alla sua composizione molto ricca. E’ un rimedio naturale capace di intervenire su molteplici disturbi cutanei con risultati eccellenti. Vediamo insieme quando e come utilizzarlo:

  • Pelle secca: massaggiare alcune gocce 2 volte al giorno.
  • Pelle arrossata: aggiungere qualche goccia di olio in un gel di aloe vera e fare un impacco da tenere per 10/15 minuti.
  • Pelle scottata dal sole: applicare localmente e coprire con un panno di cotone almeno due volte al giorno.
  • Pelle con piccole ferite o piaghe: applicare localmente più volte al giorno.
  • Pelle senescente: massaggiare dolcemente la sera prima di andare al letto su tutto il viso ed il décolleté.
  • Rilassamento tessutale: massaggiare localmente anche più volte al dì.
  • Tensioni muscolari e slogature: applicare localmente cercando di fare assorbire l’olio e proteggendo la parte con un panno o una fascia.

Attenzione: Ricordate che dopo l’utilizzo dell’olio di iperico sarebbe opportuno non esporsi ai raggi solari diretti perché si è evidenziato in alcuni casi una forma di fotosensibilizzazione.

L’Estate

L’estate è la stagione di massima espansione, la natura è carica di energia che viene convogliata nei fiori e nei frutti.

La sua essenza si realizza nella maturazione e nella fioritura.

In natura la vegetazione e gli animali vanno verso il loro massimo splendore. La massima espressione in natura è il girasole.

Le giornate si allungano, la temperatura si alza e le nostre energie circolano più facilmente, facendoci sentire meno stanchi e pieni di vitalità.

L’estate è associata al movimento del fuoco, cioè al massimo dello yang. Il Fuoco è fonte di vita: è calore, nutrimento, permette la trasformazione delle energie. Nella sua forma in eccesso provoca distruzione. L’elemento Fuoco è rappresentato dal sole con la sua capacità di trasformare e far rinascere. Il Fuoco è un agente di cambiamento rapido ed irreversibile, distrugge una forma per crearne un’altra.

Ma cosa succede intorno a noi? Il movimento energetico è verso l’alto e verso l’esterno. Tutti i movimenti sono di apertura.

Il nostro corpo si predispone all’apertura verso l’esterno, si ha voglia di scoprirsi e l’atteggiamento maggiore è quello di accoglienza.

Ma quali sono i maggiori disagi stagionali?

Problemi circolatori con conseguente stasi e stati infiammatori generalizzati o localizzati.

Vediamo ora insieme quali sono i rimedi di madre natura per questa stagione.

Rimedi FITOTERAPICI

Le erbe per la circolazione sono quelle ad azione vasoprotettrice cioè in grado di preservare la struttura e la tonicità delle pareti vasali: ad azione fluidificante del sangue, in grado di favorire la corretta irrorazione sanguigna; e infine azione vasocostrittrice, usate in fitoterapia per contrastare gonfiorepesantezza a gambe e cavigliecellulite e varici. Tutte queste manifestazioni sono inequivocabilmente i sintomi di una cattiva circolazione, che viene peggiorata ulteriormente dall’aumento della temperatura, tipico della stagione primaverile e ancor più di quella estiva.

Mirtillo nero per migliorare la circolazione, consigliato a chi soffre di insufficienza venosa, inoltre aiuta a prevenire la comparsa delle vene varicose. Eccezionale per chi soffre di: cellulite, gambe gonfie, crampi. Inoltre, aiuta la vista: sembra che consumare mirtilli apporti beneficio agli occhi, soprattutto per quanto riguarda la visione notturna.

Anche l’Iperico per uso topico ed in modo particolare l’olio di iperico è un rimedio fitoterapico utile durante l’estate. Ottimo per scottature, disidratazione ed infiammazioni epidermiche, solo una piccola attenzione a non applicarlo prima di esporsi ai raggi solari diretti.

Rimedi CROMOTERAPICI

Oltre al verde, il colore rinfrescante per eccellenza, vengono in aiuto le sfumature dall’azzurro al blu e lilla, cromatismi che inducono alla calma e procurano la sensazione di rinfrescare anima e corpo regolarizzano il battito cardiaco, allentano le tensioni e infondono un generale stato di benessere.

  • Blu mare
  • Lilla (glicine in fiore e lavanda)

FIORI DI BACH

Tra i fiori di Bach più utili ricordatevi di Walnut per permettere all’organismo di riadattarsi al cambiamento di temperatura.

Gentian è il fiore che sceglieremo per il calo di energie da causa esterna mentre Gorse per risollevare il tono generale dell’organismo.

White Chestnut è, in fine, il fiore da scegliere se si sente la necessità di staccare la spina.

AROMATERAPIA

L’estate è il momento di maggiore produzione di oli essenziali quindi è il momento di approfittarne e scegliere tra:

Camomilla blu ( Camomilla matricaria) grande anti-infiammatorio da usare su tutte le difficoltà di pelle calda (eruzione cutanea, acne, ecchimosi e gonfiori). 2 gocce di olio essenziale in olio di mandorle o gel aloe vera da applicare con un leggero massaggio sulla zona infiammata.

Elicriso lenitivo in caso di rossori e scottature. Dona sollievo in caso di gambe pesanti.

Ti ricordo che se vuoi approfondire le tue conoscenze su i vari rimedi, leggi gli articoli sulla materia specifica.

Iscriviti alla new letter per ricevere gli aggiornamenti su i miei nuovi articoli.

Buona Estate!

IL SONNO

Quante volte ti sei sentito dire “fatti un bel sonno e vedrai che domani mattina starai meglio” oppure “una bella dormita ti rimetterà in sesto”? Ma ti sei chiesto dove trovano fondamento queste affermazioni?

Per rispondere a questa domanda bisogna capire, in primo luogo, a cosa serve dormire e perché persone con problemi di insonnia manifestano sia problemi fisici che psicologici.

Proviamo a fare chiarezza.

Dormiamo quasi un terzo della nostra vita ma in realtà è solo un “vivere” diverso. Il sonno è un fenomeno attivo e necessario. Durante il sonno si compiono una serie di indispensabili funzioni atte sia alla conservazione dell’equilibrio delle funzioni vegetative (Sonno NREM), sia all’organizzazione delle funzioni cerebrali superiori e mentali (Sonno REM). Le più importanti sono: la riparazione tissutale, la depurazione organica, la protezione cardiovascolare, il nutrimento del sistema immunitario e la conservazione delle funzioni cognitive.

Quindi ricordati che è fondamentale per l’equilibrio e la salute del tuo organismo: Rispettare il tuo orologio biologico interno che si occupa di adattare i ritmi del tuo organismo a quelli dell’ambiente esterno. Prendere provvedimenti per migliorare la qualità del sonno. Dormire le ore necessarie per te, un tempo soggettivo che varia durante il corso della vita.

Ed ora vediamo dei piccoli consigli per aiutarti a realizzare tutto ciò:

  • Prima di andare a letto evita cibi contenenti cacao perché è uno stimolante dei centri di veglia.
  • A cena evita alimenti ricchi di sodio.
  • La pasta, il riso come anche le patate, sono gli alimenti che aiutano il sonno profondo ed il senso di rilassamento grazie al contenuto alto di un aminoacido essenziale che favorisce la sintesi della serotonina: il triptofano.
  • Limita l’uso delle bibite alcoliche che, anche se in apparenza conciliano il sonno, sono responsabili dei risvegli notturni, in modo particolare nella fase REM.
  • Evita di addormentarti con schermi o monitor troppo vicini. La sovraesposizione a tutti gli strumenti digitali influenza la qualità del sonno.
  • L’ambiente dove dormi, per garantire una buona qualità del sonno, dovrebbe avere un’illuminazione bassa e una temperatura che non superi i 20°C perché il corpo mentre si raffredda produce un’alta quantità di melatonina, conosciuta anche come l’ormone del sonno.

Ed ora i rimedi di Madre Natura:

  • Tisana di sommità fiorite di Passiflora per rilassarti e favorire il sonno.
  • Tisana di foglie di Melissa per rilassarti, indicata in modo particolare se riversi lo stress nel sistema viscerale.
  • Tisana di foglie di Biancospino se tendi a forme ansiose con manifestazioni tachicardiche.
  • Olio essenziale di Lavanda per rilassarti e conciliare il sonno ma anche per realizzare bei sogni perché riequilibrando il sistema nervoso armonizza gli stati emotivi.
  • Olio essenziale di Camomilla per ottenere quiete, placare i dolori e tenere a bada la depressione.

N.b. Puoi utilizzare gli oli essenziali mettendo 2/3 gocce sul cuscino o diffondendoli nell’ambiente (per saperne di più ti invito a leggere l’articolo che ho scritto su gli oli essenziali che trovi sul mio blog )

Non dimenticare di dedicare del tempo, anche pochi minuti, prima di addormentarti ad una meditazione, un esercizio di yoga o all’ascolto di un brano di musica rilassante.

Buon sonno e fai sogni meravigliosi!

di Maria Antonietta Pelosi

LA BELLEZZA

Durante i miei viaggi ho potuto constatare che il concetto di bellezza cambia notevolmente a seconda della cultura e del credo di appartenenza. Ciò che ritenevo bello in quel momento e che mi suscitava un’emozione positiva, in quella persona al mio fianco, in un paese orientale, suscitava paura, perché il suo vissuto posizionava quell’immagine in un’emozione negativa. 

Questa esperienza mi ha portato molte volte a riflettere su cosa si possa definire veramente bello.

Quando si può oggettivamente definire qualcosa bello?

Quando la bellezza suscita un’emozione comune a tutti?

Voltiamo per un attimo lo sguardo ad un’opera d’arte, cosa e chi può definirla bella? A definirla tale sono critici che basandosi su canoni, decisi da pochi esseri umani, valuta che quell’opera sia bella per tutti.

È una mente che decide, non un’emozione.

Ci avete mai riflettuto?

Ed ancora:

Vi siete mai sentiti non all’altezza di giudicare quel film che ha vinto l’Oscar ma che a voi non è piaciuto?

Vi è mai successo che quel cibo tanto costoso, tanto raro e ricercato a voi non piacesse per niente?

Vi è mai capitato di aver ascoltato un pezzo musicale consigliato con tanto entusiasmo da un esperto di musica e rendervi conto che lo trovavate fastidioso?

Benissimo! Sono felice se vi siete riconosciuti almeno in uno di questi interrogativi perché a me capita molto spesso.

Quando entro in vibrazione con il mondo che mi circonda, e non solo con quello, cerco di non perdere il contatto con la parte più intima di me. Cerco di lasciarmi andare a quello che le emozioni vogliono raccontarmi. Ascolto con il cuore. Guardo con empatia. Senza paura. Con fiducia.

Ed è così che è fiorita in me una convinzione. In modo particolare osservando la Natura. E solo nella Natura che riesco a trovare la maggior parte delle risposte che cerco ed ho sempre cercato.

In che modo la Natura manifesta la Bellezza?

La Natura è Bellezza, ma ciò che rende particolarmente bella ogni sua parte è che nella bellezza sia contenuta la sua fugacità, la durata in un tempo determinato, la sua non immortalità.

Pensate ad un fiore che fiorisce, ciò che ci emoziona è proprio la fioritura che sappiamo durerà poco.

Pensate ad un arcobaleno, cercate di assorbirne la bellezza seguendolo con lo sguardo, vi sorprende e sapete che durerà poco.

Pensate alle stagioni che iniziano e finiscono scaraventando in noi tante emozioni, tanta bellezza.

Ed infine, pensate alla bellezza degli esseri umani. La Bellezza fisica si collega alla giovinezza perché ha un tempo segnato.

Con questa consapevolezza ho imparato a vivere la bellezza del momento.

A goderne nel momento che si manifesta.

Ad amare intensamente quei momenti in cui riconosco la bellezza, che sia negli esseri umani, in un’opera d’arte, in un piatto pronto per essere assaporato, in un tramonto o in un temporale, abbandonandomi all’ascolto profondo dell’emozione che scaraventa in me.

Sperimenta la Bellezza, sperimenta l’Emozione, fidati della Natura, fidati di Te!

                                                                di Maria Antonietta Pelosi 

#bellezza #natura #quiedora

LA SOLITUDINE

TRA VALORE POSITIVO E VALORE NEGATIVO

“Cantate e danzate insieme e siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono sole le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica.”
Khalil Gibran

Ho avuto l’esigenza di scrivere questo articolo perché negli ultimi tempi ho sentito sempre più “celebrare”, in modo particolare sui social, la necessità di solitudine con scritti di ogni genere.

Mi colpisce come sia diventato un rimedio per ogni problema anche quando rimedio non è.

La solitudine trova la propria collocazione in particolari momenti di crescita e cambiamento. Necessaria per la conquista della propria individualità sia fisica sia emotiva, utile per raggiungere la propria autonomia. Necessaria per riuscire a prendere decisioni autonomamente ed inserirsi nel contesto sociale e relazionale come individuo unico.

Ora vediamo, però, come la solitudine può influenzare la nostra esistenza a seconda del valore che assume.

Valore positivo

Ti è mai capitato di trovarti in mezzo a tante persone ed avere voglia di fuggire, di fermare il frastuono o far smettere di parlare quell’amica/o che parla troppo?

Sicuramente si!

Ti invito a non sottovalutare i segnali che ti arrivano e che gridano a gran voce che hai bisogno di qualche momento per te.

È necessario fermarti ad ascoltare il significato di questa richiesta di un momento introspettivo in cui la migliore compagnia per te stesso sei tu.

Valore negativo

Attenzione!!!

Il pericolo nasce quando la solitudine smette di essere una scelta e diventa il più semplice modo di evitare di affrontare le situazioni.

A rafforzare questo atteggiamento sono, la maggior parte delle volte, dei tratti caratteriali come timidezza e introversione; ma possono essere anche retaggi dell’educazione ricevuta.

Scegliere di isolarsi per non “far vedere” il proprio stato di malessere, per evitare di esporsi a critiche che minino la propria immagine esteriore, a volte compare come la giusta soluzione.

La solitudine nasce dal credere di non essere compresi, di non essere accettati.

Viene nutrita dall’idea di essere diversi e di non far parte del mondo che ci circonda, creando un distacco sociale e una mancanza di fiducia nelle persone comprese quelle appartenenti ai propri affetti più importanti ed intimi.

Ma come risponde il nostro equilibrio psico-fisico a tale condizione?

La mancanza di relazioni incide sia sul nostro corpo che sulla nostra psiche.

Gli studi condotti sulle persone sole hanno evidenziato una minor capacità reattiva del sistema immunitario, sono più propensi ad una pressione sanguigna alta e ad un rischio maggiore di malattie cardiovascolari.

Il soggetto isolato socialmente è quasi sempre una persona che tende alla tristezza, alla melanconia e facilmente cade in uno stato depressivo.

Scegli di rimanere ancorato alla natura dell’essere umano.

Arricchisci la tua esistenza di relazione, smetti di temere il giudizio degli altri, smettila di credere che gli altri non ti accettino, apriti alla vita perché solo così potrai garantirti una buona salute e vivere più a lungo perché le persone inserite socialmente vivono più a lungo.

Se non sei stato fortunato con una famiglia comprensiva, scegli di circondarti di amici…quelli li puoi scegliere!

Ti potrebbe sembrare impegnativo ma fai un passo, anche un salto se necessario, abbandona la tua comfort zone e la tua vita si animerà in un modo meraviglioso.

Se pensi di aver bisogno di sostegno per iniziare il tuo percorso contattami!!!

di Maria Antonietta Pelosi

#solitudine #naturopatia

Smemorando

Con il passare degli anni, alcune funzioni cognitive come l’attenzione, la capacità di apprendimento e la memoria perdono la loro forza. All’improvviso ci accorgiamo che non riusciamo più a ricordare i nostri impegni, sentiamo la necessità di appuntarci date e orari ed abbiamo difficoltà a mantenere a lungo l’attenzione su un argomento.

Tutto questo viene immediatamente giustificato con “ è normale, è l’età che avanza ”

Ma chi stabilisce qual è l’età in cui un tale fenomeno si può definire normale?

Il deterioramento della capacità cognitiva avviene per tutti alla stessa età?

Tralasciando quelle che clinicamente possono essere gravi manifestazioni di deterioramento cognitivo nelle persone anziane, come ad esempio l’Alzheimer, e tralasciando la genetica, la mia esperienza mi porta ad una valutazione di tale “indebolimento” facendomi comprendere che sia molto più legato alla storia personale che all’età della persona stessa.

Ho conosciuto persone che lamentavano questa perdita di funzioni cognitive a 30 anni come a 70. Molto spesso mi è stato richiesto aiuto anche per i bambini.

Per questo motivo vorrei vedere con voi le cause che diventano i fattori scatenanti di tale disagio e fornirvi qualche utile consiglio, attingendo dalla grande Madre Natura, che possano aiutarvi a superarlo e, ancor di più, a prevenirlo.

Cause e Con-cause:

  • Riposo notturno difficile con frequenti risvegli
  • Giornate scandite da orari precisi senza pause di recupero (il dolce far niente)
  • Continua attenzione/controllo della propria efficienza
  • Superamento di un grosso trauma (lascito/lutto)
  • Cambiamento improvviso delle proprie abitudini
  • Cattivi abitudini (alimentazione non bilanciata, fumo, eccessivo consumo di alcool, uso di droghe)
  • Mancanza di stimoli cognitivi.

Ora verifica con me qual è il tuo livello di deterioramento cognitivo rispondendo SI o NO alle seguenti domande:

– Quando sei alla guida della tua macchina ti capita mai di non ricordare dove stai andando?

– Quando prendi un appuntamento devi scriverlo subito sulla tua agenda?

– Mentre fai attività sportiva ti capita di non seguire le istruzione dell’allenatore?

– In casa ti capita di ritornare sui tuoi passi perché non ricordi cosa dovevi fare?

– Quando fai la spesa utilizzi una lista?

– Ti capita di tornare a casa con la spesa ed accorgerti che hai dimenticato di comprare qualcosa nonostante la lista?

– Ti capita di accettare un invito dimenticando di averne già accettato un altro lo stesso giorno alla stessa ora?

– Assaggi l’acqua della cottura della pasta per sentire se hai già messo il sale?

– Usi il timer in cucina per i tempi di cottura?

– Quando esci di casa rientri per controllare se hai chiuso tutto per bene?

Se i tuoi SI sono inferiori a 5 puoi essere tranquilla ma non dimenticare i miei consigli (lavora sulla prevenzione)

Ed ora attiviamoci per mantenere in salute la nostra mente e contrastare il deterioramento della memoria.

Esercizi per la memoria:

  1. Memorizza 5 numeri di telefono per te importanti e, da questo momento, non userai più la rubrica per chiamarli ma digiterai il numero sulla tastiera. Dopo 5 giorni aggiungi alla tua lista di memoria altri 3 numeri. E cosi via fino a realizzare una lista di 33 numeri che avranno completato l’esercizio.
  2. Entra in una stanza della tua casa, osservala per 3 minuti e poi esci dalla stanza e scrivi su di un foglio tutto quello che ricordi della stanza, ripeti l’esercizio fino a quando la descrizione è completa anche negli oggetti e nei colori, più la descrizione è minuziosa più l’esercizio è efficace. Puoi realizzare l’esercizio in più volte e quando l’avrai completato ti invito a cambiare stanza.

Anche la Natura ci offre una serie di aiuti con capacità nootropiche, che sono in grado di aumentare le capacità cognitive.

Ho selezionato 2 fitoterapici e 2 oli essenziali:

I Fitoterapici:

  • La Rhodiola (Rhodiola rosea) ha un’azione tonica a livello intellettivo. Agendo su dopamina e noradrenalina, migliora la memoria e la concentrazione. La fatica mentale viene gestita e la soglia di attenzione si alza.
  • La radice di Ginseng, consigliato da millenni durante i periodi di grande impegno mentale per la sua capacità di alleviare la fatica mentale (nello specifico scegliere il ginseng siberiano)

Gli oli essenziali:

  • La Salvia (Salvia officinalis) grazie alle proprietà antiossidante e antinfiammatorie (amici delle cellule celebrali) contenuti nella foglia, la Salvia da secoli è utilizzata per migliorare la memoria. 3 gocce di olio essenziale nel diffusore dell’ambiente dove si studia o lavora ti aiuteranno e doneranno stabilità al tuo umore.
  • Il Rosmarino (Rosmarinus officinalis) viene considerato in aromaterapia un vero e proprio potenziatore della memoria, migliora la velocità di elaborazione delle informazioni e, anche esso, agisce sull’umore.      3 gocce di olio essenziale nel diffusore dell’ambiente dove si studia o lavora.

                                                                                 di Maria Antonietta Pelosi

#smemorando #rimediperlamemoria #regalidellanatura

IL GELSOMINO

Un’esplosione di fiorellini bianchi, candidi con un dolce ed intenso profumo, attira la mia attenzione ed immediatamente mi sento rilassata.

È il cespuglio di Fidadelfo nel giardino della nostra casa di campagna, ogni anno non perdo l’occasione di fotografarlo, ogni anno mi fermo ad osservarlo affascinata.

Più comunemente conosciuto come “Gelsomino della Madonna” forse perché fiorisce nel mese di Maggio (mese dedicato alla Madonna) oppure conosciuto come “Fiore d’Angelo” per la delicatezza e forma dei fiori che ricordano le ali di un Angelo,

Ma attenzione!!!  non è un vero Gelsomino ma un falso. A farmelo riconoscere sono soprattutto i fiori, la loro forma. Ciò non toglie che mi fa immediatamente venire voglia di parlarti del Gelsomino quello vero e delle tante importanti proprietà terapeutiche che racchiude.

Le leggende che accompagnano questo delizioso fiore sono tante ma la mia preferita è questa: “ Jasmine, una giovane nomade araba, avendo una candida pelle, era costretta a vivere con il viso coperto per ripararlo sempre dal sole. Ma, pur non vedendo il suo viso, un giovane e ricco principe la chiese in sposa. Il padre di Jasmine, ritenendolo un ottimo partito, concesse immediatamente la mano della figlia. Scortata da schiavi e servi, Jasmine arrivò nell’harem del palazzo. Non potendo più vivere con il volto coperto, decise di far vedere il suo volto al sole ed esprimere un desiderio. Il sole abbagliato dalla sua straordinaria bellezza, ascoltò il desiderio della giovane donna e decise di renderla felice trasformandola in un gelsomino, che nasce libero nei luoghi più luminosi del mondo”

Il profumo dei suoi fiori viene estratto per essere utilizzato in Aromaterapia.

L’olio essenziale di gelsomino è particolarmente costoso, questo perché per ottenere 100 ml di olio essenziale occorrono circa un milione di fiori che devono essere rigorosamente raccolti a mano e prima dell’alba.

Altrettanto prezioso è il suo utilizzo per il tuo BenEssere:

  • Per diffusione ti è utile per placare ansia e trovare serenità negli stati depressivi.
  • La sua essenza influisce fortemente sul piano emozionale. Inalalo per qualche secondo ed il tuo umore cambierà immediatamente in positivo.
  • In un olio vettore metti poche gocce (da 3 a 5) di olio essenziale di Gelsomino e  massaggialo sull’addome per ricevere sollievo dai dolori mestruali.
  • 5 gocce in 100ml di Olio di mandorle lo puoi usare per la pelle del viso e del corpo contro le screpolature, gli arrossamenti e la secchezza. Puoi anche, con lo stesso olio, regalarti un massaggio rilassante.

Ti consiglio, inoltre, di diffondere questa meravigliosa essenza nell’ambiente prima di un incontro amoroso perché il Gelsomino mentre ti trasmette la sensazione di corporeità rilassata, ti avvolge in un cerchio magico esaltando la capacità di impossessarsi del piacere.

Ed infine, diffondi l’inebriante ed esotico profumo del Gelsomino in un ambiente che utilizzi per rilassarti, ti aiuterà a “viaggiare” in mondi lontani, fantastici e sconosciuti. Come nella favola che ti ho raccontato “…libero nei luoghi più luminosi del mondo”

Mi raccomando, usa solo olio essenziale naturale e non di sintesi.

Ora sei pronto…Buona sperimentazione!!!

di Maria Antonietta Pelosi

#gelsomino #naturopatia_e_benessere #amoreperlanatura

Mi manchi ma…

ti ritrovo nella memoria olfattiva

“Ancora non sono perfettamente sveglia, non ho ancora aperto gli occhi, ma sento che è seduta sul mio letto, percepisco la sua presenza ma ancora di più sento l’odore del caffè latte che tutte le mattine mi prepara per svegliarmi” – quanto ricordo affettivo ed emotivo è legato a questo momento della mia vita.

Mia madre. Quando penso a lei, penso a quanto lei sia riuscita ad essere un contenitore di valori. Nei suoi gesti riconosco tutto il significato delle parole cura, coccole…amore.

Oggi che, in un momento particolare della mia vita, sono costretta a starle lontana e a non poterla abbracciare, cerco di creare situazioni consolatorie e, per riuscirci, utilizzo un dono che ognuno di noi ha: l’olfatto.

Mi sveglio, mi preparo il mio caffè latte: mentre riscaldo il latte e preparo il caffè, l’odore entra dentro di me, mi attraversa, raggiunge il cuore e mi emoziono.

E’ un’emozione che si impossessa di me, scorre senza chiedere il permesso, gli creo spazio concentrandomi sull’ascolto, chiudo gli occhi ed eccola, è lì…mia madre non è più così lontana, sento la sua essenza.

Ho deciso di condividere con voi un esercizio per ricontattare ed immergervi nella memoria olfattiva. Un’esperienza che generalmente guido nelle mie consulenze naturopatiche e nei miei corsi ma, se siete arrivate a leggere fin qui, significa che siete motivate e mi fido di voi…vi dono questo strumento e resto a vostra disposizione per confronto e sostegno.

Esercizio esperienziale: “Contatto la memoria olfattiva”  

  • scegli uno spazio dove puoi fermarti in serenità e silenzio
  • sdraiati in una posizione supina (copriti con un plaid se pensi di avere freddo)
  • resta qualche minuto in ascolto del tuo corpo e del tuo respiro
  • poggia la mano destra 2 dita sopra l’ombelico e la mano sinistra sopra
  • chiudi gli occhi e fai una respirazione dinamica: inspira aria con il naso ed espira con la bocca  x 7 volte
  • resta qualche minuto in ascolto del tuo corpo e del tuo respiro
  • ora inizia a cercare l’immagine nella tua memoria della persona che ti manca, fallo attraverso la visualizzazione di un ricordo o di una immagine come una foto.
  • dedica attenzione ai particolari del ricordo che stai visualizzando, soffermati su di un particolare e ritrova l’odore di quel particolare
  • inspira profondamente e impossessati di questo odore
  • inspira l’odore e depositalo nel punto esatto dove hai poggiate le tue mani
  • inverti la posizione delle mani (sinistra sotto e destra sopra)
  • ora si trova lì, in un posto sicuro, è con te
  • fai una respirazione dinamica x 7 volte
  • inizia a muovere lentamente il corpo e, quando sei pronta, apri gli occhi
  • alzati lentamente e cerca di osservare se nell’ambiente in cui ti trovi già esiste quell’odore, cercalo nella tua casa, cercalo nello spazio fisico che puoi esplorare,  se ancora non lo hai trovato trova un modo di riprodurlo, rendi l’esperienza dinamica.

Quando avrai ri-trovato l’odore inspiralo con una respirazione dinamica (utilizza solo il naso) e lascia che sia. Apri il cuore, osserva ed ascolta il messaggio che ti arriva…ascolta l’essenza.

di Maria Antonietta Pelosi

#aromaterapia #memoriaolfattiva

LA MEMORIA OLFATTIVA (II^ parte)

Era solo un abito rosa ma sono dovuta uscire di corsa perché un senso di nausea mi ha sopraffatto. Ho sentito solo il bisogno di allontanarmi e andare in bagno. Non sono riuscita a vomitare ma guardandomi allo specchio, sopra al lavandino, ho visto il mio viso riflesso con un’espressione di gran dolore. In un attimo ho realizzato che quel vestito, come lo indossava, come si muoveva, mi ha riportato all’odore della donna che ha cambiato la mia vita…l’odore di ciclamino, di rosa, di fiori…troppi fiori. Le ho sempre detto che non amavo quel suo profumo, mi sentivo sempre invasa da quell’odore fino al momento in cui l’ho odiato, quando ho scoperto che lei, “la mia amica del cuore”, era diventata l’amante di mio marito. Avrei dovuto fidarmi del mio olfatto, avrei dovuto dare fiducia alla mia intuizione…mi dava fastidio! Avrei dovuto chiedermi perché…”

Questo è quello che Alessia mi ha raccontato dopo un aroma-massaggio in cui avevo usato un olio da massaggio a cui avevo aggiunto olii essenziali, tra cui l’olio essenziale di rosa…il ricordo è riaffiorato con semplicità ma in modo prepotente.

Ed ecco che mi riallaccio alla prima parte di questo mio articolo, nello specifico alla domanda: Come possiamo attingere dalla memoria olfattiva e farne tesoro?

Come operatore olistico e aroma terapista vi potrei proporre una infinità di tecniche ma preferisco soffermarvi su qualcosa che ognuno di noi ha già come strumento: il naso.

Questa parte del nostro corpo importantissima che, a volte, non amiamo perché ha qualche difetto estetico ma che è un “mezzo” emozionale fantastico.

Tenerlo pulito è fondamentale, impariamo a fare lavaggi periodici con acqua tiepida, massaggiamo i lati del naso e il centro tra le sopracciglia con una piccola goccia di olio d’arnica e attiviamo una respirazione dinamica solo con le narici.

Amiamo il nostro naso che attraverso l’olfatto ci regala ricordi ed emozioni.

Per approfondire questa esperienza regalatevi un aroma-massaggio, sperimentate gli olii essenziali (mi raccomando con la competenza necessaria o rivolgendosi ad un’aroma terapista), prima di mangiare il vostro pasto odoratelo, quando conoscete una persona nuova non soffermatevi solo a guardarla ma sentitene l’odore…

Fidatevi del vostro naso!

di Maria Antonietta Pelosi

#aromaterapia #memoriaolfattiva

LA MEMORIA OLFATTIVA (I^ parte)

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è bira-spettacoli-eventi-divertimento.png

Ho sognato di essere al mare, in una trattoria in Grecia dove sono stata con mio padre l’estate in cui i miei genitori si sono separati. Non ho visto mio padre e neanche il posto, ma ero sicura di essere li. Mi sono svegliata ed avevo le lacrime agli occhi. L’odore – anche da sveglia – continuavo a sentirlo… è stato lui a farmi riconoscere quel posto…quell’odore unico, un misto di salsedine, yogurt e paglia – si sofferma un attimo – sono sicura che quell’odore l’ho sentito nel sonno, mi ha avvolto e mi ha fatto precipitare in un’emozione così forte da farmi svegliare…ho cercato di fuggire, era troppo per me.”

Prendo spunto dal racconto del sogno di Romina per parlarvi di un argomento che tratto da anni, che ho sperimentato in molti modi diversi e che continuo a studiare perché esercita su di me un’attrazione particolare: la memoria olfattiva.

L’olfatto è il più primordiale tra i nostri sensi. Nella settima settimana di gestazione si forma il nervo olfattivo, e a due mesi il feto riconosce già l’odore della mamma. Durante il parto, questa memoria olfattiva, renderà autonomo il neonato per cercare la fonte del suo nutrimento: il seno materno. Se sarà agitato o piangerà, basterà appoggiarlo sul torace della mamma perché si calmi: a calmarlo sarà ciò che lui già conosce, l’odore della pelle materna.

Tutto questo ha portato molto spesso a correlare olfatto ed istintualità. La memoria olfattiva è stata fondamentale da sempre, anche quando l’essere umano era meno evoluto di oggi, perché veniva usata per la sopravvivenza, per procurarsi il cibo o scegliere posti dove accamparsi e vivere.

Ancora  oggi si sente dire “vado a naso, un’espressione che racconta tanto, un’affermazione che garantisce una gran fiducia nella capacità di riconoscere attraverso l’olfatto.

Gli odori attraverso l’olfatto agiscono sul sistema limbico,  un sistema la cui principale funzione è quella di integrare le emozioni con i modelli di risposta corrispondenti a livello fisiologico e comportamentale.  

Le informazioni dell’esperienza che si sta vivendo vengono trasmesse dai neuroni olfattivi al nostro cervello e custodite all’interno del nostro “scrigno” personale in quello spazio che chiamiamo memoria emotiva.

Quando si vive una situazione, un suono o un luogo che scatena una reazione emotiva, senza che il soggetto ne abbia consapevolezza, si genera una sensazione che viene trasferita alla memoria emotiva. Ciò che differenzia l’esperienza olfattiva e la sua risposta dalle altre esperienze sensoriali è che essa sarà depositata nella memoria a lungo termine, quella memoria che non “invecchia” mai a che ci accompagna durante tutta la nostra esistenza.

Nella seconda parte di questo articolo vi aspetto per parlare di:

Come possiamo attingere alla memoria olfattiva e farne tesoro?

di Maria Antonietta Pelosi

#aromaterapia #memoriaolfattiva

L’ENERGIA NEL PIATTO

CREMA VELLUTATA

6 INGREDIENTI + 1

Non sono una cuoca, anche se amo cucinare, ma studio gli alimenti da moltissimi anni e in modo particolare mi dedico alla ricerca, all’osservazione e alla sperimentazione della loro forza energetica

Quando parlo di energia dell’alimento non parlo di calorie, non è quello il settore di cui mi occupo, ma parlo della capacità energetica che ogni alimento ha insito nel suo significato simbolico.

Quando ci avviciniamo ad un cibo e ci disponiamo a mangiarlo e, ancor prima, a preparalo, non solo attiviamo le papille gustative ma attraverso i nostri sensi mandiamo messaggi precisi alla nostra psiche.

L’odore, il colore, la consistenza creano una sinergia che velocemente manda un messaggio alla parte più profonda del nostro essere, ci porta lontano, porta alla luce ricordi, contatta la nostra vera natura.

Alcuni giorni fa mi è stato chiesto di proporre una ricetta che avremmo potuto realizzare ognuno nella propria cucina durante il corso on-line del percorso “Tutto cambia Se cambi tu”. Doveva essere una pietanza in armonia con l’argomento trattato e che ci facesse sentire unite anche se non vicine fisicamente.

Foto 2

E’ nata così la “ Crema vellutata 6 ingredienti + 1” che oggi condivido con molta gioia anche con voi.

Vediamo ora gli ingredienti ed il loro significato simbolico affinché quando mangerete questa crema possiate godere a pieno dei suoi benefici a 360° sia per il corpo che per la psiche.

INGREDIENTI

1 media Cipolla dorata

La cipolla dorata è un bulbo, cresce sotto terra da cui prende nutrimento e dove sono depositate forze straordinarie

  Simbolo di quello che non vediamo di noi

350 gr. Polpa di Zucca

La zucca è il frutto finito,

Simbolo di quello che è evidente ai nostri occhi

(la scelta della zucca è legata anche al fatto che la sua polpa è arancione, colore che stimola lo scambio, la convivialità)

2 mestoli di Acqua

I simboli dell’acqua sono tanti ma in questo caso la utilizziamo per la cottura quindi è

 Simbolo di realizzazione

100 gr. di Robiola

l’alimento bianco che ci rimanda alla memoria del primo alimento di cui si nutre l’uomo quando nasce quindi

Simbolo di inizio alla nuova vita

½ cucchiaino di Sale

Il sale con la sua capacità di rafforzare il sapore diviene

Simbolo di determinazione

½ cucchiaino di Cannella

una spezia ricavata da una corteccia e per tale motivo

Simbolo di protezione e custode della nostra storia passata

(mi piace anche aggiungere che pacifica lo stomaco, lì dove l’ansia risiede)

Ed ora siamo pronti alla preparazione: in un pentolino mettete la zucca, la cipolla e i 2 mestoli di acqua, coprite e cuocete a fuoco medio per 30 minuti. Alla fine dei 30 minuti frullate il tutto e aggiungete sempre frullando il sale e la robiola. Versate la crema in un piatto fondo o ciotola e spolverizzatela con la cannella.

Non sentite già l’odore? Non vi è venuta la voglia di prepararla subito?

Cosa aspettate…buon appetito e buona esperienza!

ATTENZIONE: dimenticavo l’ingrediente finale, il +1.

Lo so che già lo conoscete ma ve lo voglio ricordare, è il vostro Amore.

                                                                          di Maria Antonietta Pelosi

#nutrire #zucca #simbolodeglialimenti

L’ortica

BRRRRR….L’ORTICA

Da bambina mio padre, grande amante della natura, appena le giornate si facevano “più belle” amava portarci a fare delle passeggiate nelle verdi distese primaverili.

Ci ha insegnato da subito a riconoscere la pianta dell’ortica perché non doveva essere toccata, faceva venire le “bolle”, era quello il suo modo di dirci che era urticante. Come me, credo che la maggior parte di voi, conosca l’ortica già dall’ infanzia. E chi non ha provato il bruciore sulla pelle dopo il contatto con le sue foglie?

Mi sono ritrovata a studiare l’ortica (la più diffusa è Urtica dioica o Ortica comune con le sue 6 sottospecie) qualche tempo dopo, quando ho iniziato a sperimentare l’orto Biodinamico. La ricerca di un antiparassitario per le mie piante mi ha portato ad approfondire la conoscenza dell’ortica scoprendo che è ben altro che una fastidiosa pianta. L’ortica racchiude grandi proprietà curative sia sul piano fisico che mentale assolutamente non trascurabili. Inoltre, è una pianta del nostro territorio, a Km.0, economica e utilizzabile in modi diversi.

Vediamo ora l’utilizzo curativo dell’ortica.

Dell’ortica potrai utilizzare sia le foglie che le radici, preparare decotti con le radici (bollite in acqua per 10 minuti) ed infusi/tisane con le foglie (portare l’acqua a massima temperatura ma senza farla bollire, lasciare le foglie in infusione per 10 minuti).

Utilizza il decotto per ottenere un’azione diuretica ed antinfiammatoria.

La tisana o l’infuso, che puoi preparare sia con foglie secche che fresche, utilizzalo in modo particolare per ottenere una sana depurazione e disintossicazione.

Se hai raccolto dell’ortica fresca, stacca le foglie, lavale e tuffale in acqua bollente lasciandole in infusione per 5/6 minuti (le foglie fresche necessitano di meno tempo di infusione), filtra e bevi.

Da questo infuso il tuo corpo potrà ottenere un gran beneficio per tutte le funzioni metaboliche grazie alla sua capacità depurativa, troverai un gran vantaggio anche per i tuoi capelli, unghia e pelle.

Nella cosmesi è ben conosciuto l’uso dell’ortica per i significativi livelli di vitamina A e C ma soprattutto l’elevata presenza di zinco che, svolge un’azione benefica nella cura delle infezioni cutanee, quali acne e dermatiti, grazie al potere antinfiammatorio. Rame e zinco sempre contenuti nelle foglie sono, inoltre, utili per rafforzare unghie e capelli.

Si possono trovare in commercio ottimi integratori bilanciati di ortica come rimedi per artrosi, artriti e composti rimineralizzanti fantastici per le donne in menopausa.

Sul piano delle funzioni mentali, mi affido alle parole della mia amata insegnante e mentore  Ildegarda di Bingen

… Un uomo che dimentica contro la sua volontà (smemoratezza), pressi l’ortica fino ad ottenerne succo, aggiunga olio d’oliva e prima di addormentarsi, unga con quest’olio il suo petto e le sue tempie, lo faccia spesso e la dimenticanza in lui diminuirà”.

Prepara l’Olio di Ortica o, giustamente soprannominato, Olio della memoria

Occorrente: 30 gr. foglie di ortica fresca + 20gr. olio di oliva

Preparazione: in un contenitore pressa in modo vigoroso le foglie, metti il composto in una garza e spremilo fino ad ottenere il massimo del succo, aggiungilo all’olio d’oliva. L’oleolito così ottenuto lo puoi conservare in una bottiglietta di vetro scuro ed utilizzarlo all’occorrenza.

Come utilizzarlo: massaggia lo sterno e le tempie con qualche goccia di “olio della memoria” la sera prima di andare a dormire.

Portiamo ora l’Ortica in cucina.

Di come l’ortica sia sempre stata utilizzata nella preparazione di pietanze deliziose si trovano tracce soprattutto nella cultura Greca e Romana.

Una curiosità: a Roma i semi dell’ortica venivano utilizzati per la preparazione dei filtri d’amore perché venivano considerati afrodisiaci.

A rendere l’ortica un ottimo alimento da inserire nelle nostre pietanze sono le sue foglie fresche. Il loro ricco contenuto nutrizionale e la sinergia di sali minerali e vitamine le rendono un alimento prezioso da integrare nella nostra cucina.

Inoltre, 100gr. contengono solo 42 calorie, ottime quindi, anche per chi segue un regime alimentare a calorie controllate.

Personalmente ho sperimentato e ne sono particolarmente golosa dei ravioli ricotta ed ortica, il risotto all’ortica e della frittata all’ortica.

Tratta e cucina l’ortica come faresti con gli spinaci freschi e ricordati che sia il lavaggio in acqua che la cottura annullano l’effetto urticante.

Piccoli suggerimenti per raccogliere l’ortica: utilizza sempre dei guanti e una busta dove riporla, appena possibile immergila nell’acqua e solo dopo liberala dalla terra. Se vuoi farla seccare, raccoglila in mazzettini e mettila in sacchetti di carta che avrai prima bucherellato, appendila a testa in giù in un luogo asciutto e areato (per tutte queste operazioni utilizza sempre i guanti).

Nel caso si dovessero manifestare prurito puoi lenire il fastidio ottenendo un sollievo immediato applicando localmente un gel di Aloe vera o qualche goccia di olio essenziale di menta piperita (sempre meglio in un olio vettore).

Cosa aspetti? Questo è il momento giusto per sperimentare questa preziosa pianta!

                                                          di Maria Antonietta Pelosi

#ortica #depurazione #detox

Attenzione: L’ortica è sconsigliata durante la gravidanza ed in concomitanza con farmaci diuretici.

Il Kéfir

Elisir di Lunga Vita

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è il-kefir.png

La prima volta che ho assaggiato il Kèfir, la mia reazione è stata come quella di un bambino quando assaggia per la prima volta il limone, ho arricciato il naso.

Non sono un’amante dei sapori acidi ma mi sono incuriosita di questo alimento perché mi affascinava il modo in cui si produceva: attraverso dei granuli.

I granuli di Kéfir mi hanno fatto pensare al lievito madre, bisogna mantenerlo sempre vivo…“mantenere in vita”, troppo attraente per me per non iniziare a conoscerlo  e studiarlo a fondo.

Non volendomi soffermare troppo sulla storia che, a saper di tutti, riconosce le origini del Kéfir nel Caucaso, una regione storico-geografica situata a cavallo tra Asia occidentale e l’Europa (geograficamente parte dell’Asia),dove viene prodotto e consumato in grosse quantità ormai da millenni, mi soffermerò sul mito.

Il mito: “Maometto di passaggio nella regione del Caucaso, incontrò dei montanari e consegnò loro i primi grani di Kéfir con la raccomandazione che li avrebbero tenuti sempre in vita tramandandoli di generazione in generazione e, che, se avessero divulgato il segreto dei grani, questi avrebbero perduto tutte le virtù benefiche.”

Motivo per cui vengono anche detti “grani del Profeta”.

E un alimento derivato dal latte, possiamo considerarlo un latticino fermentato a base di latte (vaccino, capra o pecora).

Ciò che rende unico questo alimento è il risultato del latte che entra in azione con i granuli di Kéfir. Questi granuli a base di batteri (probiotici=a favore della salute) e lieviti tenuti assieme da proteine coagulate, condividono la propria vita e traggono benefici e vantaggi reciproci. Da questa simbiosi si genera la forza e la ricchezza del Kéfir (vi invito a dare attenzione alla forza energetica e simbolica di questo alimento).

Vi racconterò questo splendido alimento attraverso le domande che spesso mi vengono fatte:

  • Il Kéfir è un tipo di yogurt?

No, anche se potrebbe sembrare, il Kéfir viene prodotto dall’azione fermentativa di ceppi batterici e lieviti diversi. Inoltre, la leggerissima percentuale(1% max 2%) di alcool etilico e di anidride carbonica, rendono il Kéfir molto diverso dallo yogurt per il metabolismo microbico.

  • Come faccio a distinguere il Kéfir da uno yogurt “liquido”?

Visivamente non è facile ma lo si distingue perfettamente dallo yogurt perché più acidulo sia nel sapore che nell’odore.

  • Come è meglio consumare il Kéfir?

Per non “danneggiare” le proprietà nutrizionali del Kéfir, ne consiglio uso a temperatura ambiente. Sconsiglio vivamente di non riscaldarlo. Ricorda di conservarlo in frigo.

  • Qual è il momento migliore della giornata per gustare il Kéfir?

A secondo delle abitudini alimentari, si può scegliere il personale “momento migliore”. Io consiglio, oltre a prenderlo assoluto, di gustarlo abbinato a miele e frutta fresca nella prima colazione oppure ½ mattino e/o ½ pomeriggio.

Per condire insalate o con sottaceti nei pasti principali.

  • Perché consigli il Kéfir ?

Oltre ad essere ricco di fermenti lattici indispensabili per il buon funzionamento del nostro intestino, Il Kefir ha un grande valore nutrizionale grazie alla presenza di proteine ad alto valore biologico ( che apporta quindi tutti gli aminoacidi essenziali), è una risorsa di vitamine (in particolare del gruppo B ma anche della provitamina A e vit.K), ricco di Sali minerali come calcio e fosforo.

  • A chi lo consiglieresti?

A tutti coloro che sentono la necessità di migliorare la loro funzionalità intestinale o, semplicemente, arricchire la loro flora intestinale.

Grazie alla ricca presenza di calcio e fosforo, lo consigliere durante il periodo di accrescimento e durante la terza età come alimento fisso.

Ai Vegetariani lo consiglierei vivamente perché potrebbe come sostegno proteico nell’alimentazione.

Lo consiglierei inoltre, a tutte le persone che soffrono di disturbi del sonno perché grazie ad un aminoacido contenuto nel Kéfir, il triptofano, che agendo sul sistema nervoso migliora la qualità del riposo.

  • A chi non lo consiglieresti?

Nonostante il contenuto di lattosio sia basso nel Kéfir, consiglierei sempre di usarlo con moderazione alle persone intolleranti al lattosio. Stesso consiglio darei alle persone che soffrono di acidità di stomaco, gastrite o reflusso gastroesofageo. E, per il contenuto di grassi saturi e l’apporto di colesterolo, consiglio di moderare l’assunzione in presenza di patologie legate al metabolismo lipidico.

Aggiungerei anche che:

I granuli di Kefir sono in grado di fermentare anche latti vegetali (soia, riso, avena, cocco ed altri), ne parleremo però un’altra volta perché le proprietà nutrizionali sono diverse a seconda il latte di base scelto.

Esiste poi il Kefir d’acqua, chiamato anche Tibicos, sempre ottenuto dalla fermentazione dei grani di Kéfir, una bevanda acidula e variabilmente frizzante.

A questo punto vi invito, per chi ancora non lo conoscesse, a comprare del Kéfir al supermercato, lo trovate nel banco frigorifero ( leggete solo bene l’etichetta, non ci devono essere zuccheri aggiunti). A presto!

di Maria Antonietta Pelosi

#kefir #benessereintestinale #energiadellalimento

LA ZUCCA          

La zucca è un ortaggio autunnale che grazie al suo colore arancione, dato dal grande contenuto di betacarotene, rispecchia pienamente la stagione e la rende un alimento super utile per la nostra alimentazione.

Un cocktail di vitamine quali la Vit.A, la Vit.B e la Vit.C fanno della zucca un fortissimo anti ossidante limitando la formazione dei radicali liberi nell’organismo umano.

La grande quantità di acqua contenuta nella zucca la rende un ottimo alleato per contrastare la ritenzione idrica favorendo la diuresi e aiutando l’eliminazione delle tossine interstiziali.

E’ fonte di fibre che aiutano sia il buon funzionamento dell’intestino sia l’eliminazione dei parassiti intestinali.

Le sue pochissime calorie la rendono un alimento adatto ad ogni tipo di alimentazione. Versatile nella preparazione culinaria, riesce ad accontentare tutti i palati, da chi preferisce il dolce a chi preferisce il salato.

Della zucca poi si possono utilizzare i semi, anche loro risorsa incredibile di minerali, e della pianta si possono utilizzare i fiori.

Questi sono alcuni fantastici motivi per cui tutti i giorni dovresti scegliere di portare la zucca sulla tua tavola.

#contatt@te #ipreziosidautunno #lazucca

LA CASTAGNA

Un alimento della cucina povera ma che di povero ha veramente poco è la castagna.

Utilizzata come sostitutivo del pane tra le popolazioni più povere sin dal medioevo, è una vera e propria miniera di sostanze benefiche.

Ricca di fibre che aiutano a regolare i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue,

di acido folico, di vitamine del gruppo B e di sali minerali, la castagna è una fonte di energia da non trascurare in un momento come quello di cambio stagione.

Grazie alla presenza di fibre, inserire una castagna nell’agenda alimentare quotidiana è garanzia di regolarità intestinale.

Introdurre, inoltre, qualche castagna nell’alimentazione può essere un utile rimedio per chi soffre di inappetenza ma anche per chi è sottoposto a grandi sforzi sia nel lavoro sia nell’attività sportiva.

Può essere un buon sostituto per chi è intollerante al glutine.

Il suo potere saziante la rende un valido aiuto per placare la fame.

L’unica raccomandazione che ti faccio è di farne un uso moderato, soprattutto se la tua dieta è normocalorica o ipocalorica perché la grande quantità di carboidrati che contiene la rende un alimento molto calorico.

Per rendere le castagne più digeribili il consiglio principale è quello di consumarle cotte, come caldarroste, lesse oppure in crema (rigorosamente preparata in casa)

E, ti invito, a non trascurare la componente olfattiva. L’odore delle caldarroste evoca coccole, casa, condivisione e sa di buono

#contatt@te #ipreziosidautunno #lacastagna

Pronti alla RI-PARTENZA

Eccoci pronti per dare nuovamente il via al nostro quotidiano. Le vacanze sono finite e siamo rientrati con la speranza che al nostro ritorno tutto sarebbe migliorato ma purtroppo le cose non stanno andando così bene. Quest’anno ci dobbiamo permettere qualche aiutino in più per affrontare un Settembre che si presenta pieno di incertezze.

Torneremo in ufficio? Torneremo alla nostra vita sociale? I nostri figli torneranno a scuola? E tanti altri interrogativi.

Quante preoccupazioni, eppure riusciamo a leggere in questa situazione una grande opportunità.

L’opportunità per imparare a non essere “automatici”, a fermarci a pensare, a scegliere con chi vogliamo condividere il tempo, dove vorremmo andare o semplicemente restare.

Siamo chiamati a scegliere ogni volta perché siamo responsabili della nostra salute e di quella di chi ci circonda.

Ma in che modo possiamo affrontare tutto questo senza ansia e con l’energia fisica necessaria?

La Naturopatia può rappresentare un valido

strumento per riequilibrare la forza interiore che vacilla rafforzando la spinta energetica positiva.

Per gli stati ansiosi troviamo un valido aiuto nella Tilia Tomentosa.

Il gemmoderivato ottenuto dalle gemme fresche ha una azione ansiolitica e sedativa sul sistema neurovegetativo. Le palpitazioni e le tensioni nervose vengono dolcemente placate grazie alla sua azione sul sistema cardiocircolatorio. Inoltre, la Tilia ha un effetto antispasmodico sull’intestino (spesso coinvolto in stati di ansia e stress) con effetto benevolo sull’irritazione.

Se amate prendere una tisana prima di andare al letto, la tisana di Tiglio è perfetta poiché oltre a calmare nervosismo e ansia accumulati durante la giornata, vi garantirà un buon sonno.

Per recuperare l’energia fisica troviamo un valido aiuto in un meravigliosominerale: il Magnesio. Riveste un ruolo importante per il buon funzionamento del sistemaimmunitario. È un minerale essenziale fondamentale per il metabolismo energetico, interviene sul sistema nervoso ma anche sull’apparato muscolare. Fondamentale per la sintesi delle proteine e la formazione del glucosio. Importante per l’assimilazione delle vitamine del gruppo B, C, E ed per stimolare la sintesi della vit.D (donando solidità alle ossa ).

Per reintegrare la quota fisiologica di Magnesio necessaria per il corpo,  in commercio si possono trovare tanti validi integratori ma, se preferite, potete aumentarne l’assunzione attraverso l’alimentazione. Sono ricchi di magnesio i semi oleosi, le verdure (in modo particolari gli ortaggi a foglia verde), i legumi, la frutta secca, il cacao e i cereali integrali.

Se, a tutti questi aiuti che ci arrivano dalla nostra generosa Madre Terra, aggiungiamo del tempo per delle passeggiate nel verde, ci concediamo una buona lettura, ci rilassiamo ascoltando musica e risvegliamo il pensiero positivo tutto sarà più semplice poiché le nostre capacità naturali di sopravvivenza saranno ben nutrite. 

Buona Ri-Partenza a tutti!

di Maria Antonietta Pelosi

 #tiliatomentosa #magnesio #benessere #naturopatia

IL BENESSERE IN UN GOMITOLO

Negli ultimi mesi ho notato che sempre di più, in tutti i grandi magazzini, sono stati allestiti spazi con materiale per lavorare a maglia. Gomitoli colorati, ferri di varie misure, uncinetti in diversi materiali, aghi da lana sono esposti in modo creativo per attirare l’attenzione.

Mi sono fermata a riflettere sul perché di tanta attenzione e la risposta è stata immediata. In questo periodo storico particolare l’obbligo di stare molto più tempo a casa ci ha portato a recuperare tante “arti” dimenticate come, appunto, il lavoro a maglia sia con i ferri che con l’uncinetto.

Mia nonna materna mi ha introdotto a quest’arte quando ero molto piccola, tra i 10 e i 12 anni, e quando vedo gomitoli colorati i ricordi riportano a lei. Non ho molto tempo per realizzare lavori impegnativi ma il mio sacchetto è sempre pronto con gomitolo e ferri perché ho sempre riconosciuto nel lavorare a maglia una tecnica per il benessere.

Realizzare un lavoro a maglia è un trend che ha coinvolto molte persone. È un modo per ottimizzare il tempo libero gratificando con il risultato finale e rilassando nello stesso tempo. Risponde, quindi, esattamente a quelle che sono le esigenze del nostro tempo.

Quando si prendono in mano uncinetto o ferri e un gomitolo di lana, si inizia a creare qualcosa dal nulla, prende forma e si realizza un progetto.

È in questo atto che la condizione di Benessere si palesa.

Mentre l’opera d’arte si compie, la mente si concentra sul ritmo dei punti da realizzare allontanandosi dai pensieri ricorrenti, in questo modo il rilassamento arriva spontaneo rallentando il ritmo cardiaco e riducendo l’ansia. Inoltre, il guardare il risultato finale aumenta l’autostima.

Ed ancora, grazie all’enorme interesse e all’aumento di richiesta di imparare questa arte, sono nati tanti gruppi di condivisioni, blog, video tutorial e siti che si sono attivati per rispondere alle richieste e confrontarsi. Questo ha contribuito a ridurre il senso di solitudine.

Avendo dimenticato che era arte comune tra le nostre nonne, oggi ci ritroviamo a ringraziare le star hollywoodiane che facendosi fotografare mentre sferruzzano(Knitting), hanno rilanciato quest’arte. Hanno anche contribuito ad abbattere il pregiudizio che lavorare a maglia sia lavoro per casalinghe o persone anziane.

Concludendo, sferruzzare è un passatempo rilassante, facile anche da portare con sé quando ci sono ore di attesa, è un hobby a basso costo e gratificante quindi non ci resta altro che provare, provare, provare!

di Maria Antonietta Pelosi

#knitting #lavoroamaglia #benessere

Il Potere della Natura

L’IMMAGINAZIONE

Ti voglio parlare del Potere della Natura, del Potere Personale e la Magia.

Ti potrebbero sembrare tre argomenti separati ma, ti accorgerai, che sono note di una stessa melodia.

Ancor prima di inoltrarci in queste tre “note”, sento la necessità di informarti che per comprendere quello che ti racconterò avrai bisogno di un ingrediente assolutamente non trascurabile: l’Immaginazione.

Lasciati andare all’immaginazione. Ritrova la tua capacità di creare immagini completamente distaccate dalla tua conoscenza e dalla tua opinione. Ascolta le informazioni che ti arrivano attraverso i sensi ma non essere schiavo di essi. Vivi l’immaginazione come un’energia trasformatrice che, al di là, di dove o come arriva lo stimolo, crea qualcosa di unico e nuovo.

Inizia a sperimentare da ora…non aspettare…questo è il tempo!

Quanto fascino c’è in tutto questo? e siamo solo all’inizio…

IL POTERE DELLA NATURA

Fai il tuo primo passo e con solo ciò che ritieni essenziale, ed è molto poco credimi, entra in Natura.

Scegli lo spazio Naturale che più ti piace, a cui senti di appartenere, che ti fa stare bene.

Che sia il mare, il lago, un prato o un bosco, il Potere della Natura si paleserà ai tuoi occhi immediatamente e, anche se distrattamente, ne beneficerai.

I tuoi sensi saranno sollecitati in modo dolce, naturale, ma potente. Tornerai a fare attenzione ad una serie di dettagli che alzeranno il tuo livello di consapevolezza.

E’ nella Natura che potrai trovare la chiave di accesso alla parte più intima di te. Abbandonando pensieri negativi potrai vivere momenti di serenità che ti permetteranno di ritrovare la tua naturale armonia.

Nella Natura troverai risposte e soluzioni.

La Natura è fonte di vita. E’ fonte di Energia. E’ fonte inesauribile di forza vitale che tutto compie.

La capacità curativa della Natura sarà a tua disposizione e sarà la tua più importante “medichessa” per ogni male, sia del corpo sia dell’anima.

Nell’entrare in un spazio naturale ricorda di averne rispetto e ringrazia.

Ringrazia per il dono più grande che ti è stato fatto: la Vita!

Non dimenticare che tu sei una manifestazione di essa.

Ma sai cosa amo immensamente della Natura? La Natura non ha preferenze:

“Il sole non splende per pochi alberi e fiori, ma per tutta la felicità del mondo.” – Henry Ward Beecher

IL POTERE PERSONALE

Lo sapevi che tu, come uomo ma anche come organismo vivente di questo pianeta, sei dotato di una energia che è predisposta alla realizzazione di te?

Che rappresenta la spinta reattiva per la tua crescita?

Che ti fornisce gli strumenti per modificare tutto quello che non ti fa sentire in armonia con te stesso e con il mondo che ti circonda?

Questa energia si chiama Potere Personale.

Attingere a questa forza dovrebbe essere la cosa più semplice e naturale possibile ma non sempre ci si riesce.

Ma cosa ti impedisce di usare questo “strumento”?

Non è molto semplice capirlo, i fattori che con-partecipano all’allontanamento dal Potere Personale sono diversi. Io, però, in questo scritto trovo più interessante darti qualche consiglio per ricontattare tale potere con naturalezza e semplicità:

Fai tua la certezza che il Potere Personale può essere smarrito ma non distrutto

Libera la mente dai giudizi degli altri e sii te stesso

Contatta i tuoi sentimenti ed esprimili

Impara ad accettare i tuoi limiti con un sorriso

Non sprecare il tuo tempo in attività che non ti soddisfino

Fermati ad apprezzare ciò che ti rende felice

Trova il coraggiofidati del tuo Potere Personale e, quando meno te lo aspetti, il flusso energetico affiorerà con naturalezza e non sarai più disposto ad abbandonarlo perché sarai consapevole che è fondamentale per il tuo benessere, per la qualità della tua vita…per il tuo cuore!

LA MAGIA

Cosa ti aspetti da chi ti vuole parlare di Magia?

Che ti insegni a preparare pozioni magiche? o ad usare formule e incantesimi che cambino la tua vita?

Per quel che mi riguarda, voglio portare la tua attenzione a riflettere e prendere “confidenza” con questa parola piena di significati, pregiudizi, paure e fanatismi.

Ciò che mi si è rivelato più difficile capire, e quindi riscrivere, è proprio la definizione stessa di Magia.

La Magia con tutte le sue variazioni di significato, sia temporali sia territoriali, rendono difficilissimo coniare un significato unico, qualunque io possa scegliere mi lascerebbe in una condizione di insoddisfazione. Ridurre il significato di magia in un “concetto”, “idea” o “pensiero” priverebbe la Magia della sua capacità inclusiva e ne diminuirebbe il potere.

Quindi userò parole, non mie, per darti una prima indicazione:

“La Magia è un ponte che ti permette di passare dal mondo visibile in quello invisibile. E imparare le lezioni di entrambi i mondi.”

(Paulo Coelho)

Amo i ponti! Nel mio immaginario sono utili per raggiungere sempre una meta, li puoi trovare ma li puoi anche costruire. Non vi è limite!

Un’osservazione che mi ha fatto riflettere e mi ha portata a questa conclusione è che, nonostante relegata ai margini della cultura, la Magia persiste nel tempo adattandosi alla “moda” del momento. Questo perché la Magia è sempre stata una fonte di speranza per l’uomo. La Magia resta uno strumento per realizzare quello che, da sole, le risorse umane non riescono a realizzare. È in grado di aumentare il potenziale dell’uomo.

Ci sono alcuni consigli che posso darti per conoscere e vivere la Magia:

– abbandona lo scetticismo

– non affaticarti provando a scoprire come la magia possa avvenire

– metti volontariamente in sospensione il dubbio

– affidati e guarda come se lo facessi per la prima volta, come con gli occhi di un bambino

– sorprenditi!

Perché;  “I vostri Avi la chiamavano Magia e voi la chiamate scienza. Io provengo da un luogo dove sono la medesima cosa.” 

(Thor) – Thor (film)

di Maria Antonietta Pelosi

#immaginazione #ilpoteredellanatura #ilpoterepersonale #lamagia

Il Melograno

Pianta sacra a Venere e Giunone nell’antica Grecia, il melograno è da sempre simbolo di abbondanza e fertilità.  
Gli abbondanti semi del suo frutto rappresentano una grande ricchezza per il tuo
benessere grazie alla grande quantità di antiossidanti che ti aiuteranno a rallentare i
processi di invecchiamento.
Sono ricchi di minerali ma, in modo particolare, di potassio, indispensabile per le
funzioni cellulari.
Il succo del melograno assunto regolarmente, è stato dimostrato che ti può aiutare
a prevenire i disagi legati al sistema cardiovascolare.
Inseriscilo in questo periodo dell’anno per rafforzare il sistema immunitario ed
affrontare meglio le malattie stagionali.
Grazie al suo basso contenuto di calorie, puoi inserirlo in qualsiasi alimentazione sotto forma di succo (ricorda però che si impoverisce di fibra, grande risorsa per il tuo intestino) oppure come frutto intero. Puoi arricchire con questi meravigliosi semini le tue insalate, preparare un risotto oppure una confettura da gustare a colazione.

di Maria Antonietta Pelosi

#naturopatia #melograno